Scrittore ospite di Incroci di Civiltà 2016

Ana Blandiana, considerata la maggiore poetessa romena contemporanea, ha affrontato con coraggio censure e ostracismi politici fin dal suo esordio. E ha saputo coltivare un proprio territorio lirico di salvezza dalle intrusioni esterne ridando vitalità e senso ad una poesia soffocata da un drammatico contesto socioculturale. Una scrittura preservata nella purezza stilistica dall’eccesso di forma, una poesia che, come lei ha dichiarato, “In un mondo che scrive e parla così tanto, ha lo scopo di ripristinare il silenzio, la capacità di tacere. Tutto ciò che ho cercato è l’ombra delle parole. E non hanno più ombra, le parole che hanno venduto la loro anima”.

Un tempo gli alberi avevano occhi

Un tempo gli alberi avevano occhi,
posso giurarlo,
so di certo
che vedevo quando ero albero,
ricordo che mi stupivano
le strane ali degli uccelli
che mi sfrecciavano davanti,
ma se gli uccelli sospettassero
i miei occhi,
questo non lo ricordo più.
Invano ora cerco gli occhi degli alberi.
Forse non li vedo
Perché albero non sono più,
o forse sono scivolati lungo le radici nella terra,
o forse,
chissà,
solo a me m’era parso
e gli alberi sono ciechi da sempre
Ma allora perché
Quando mi avvicino
Sento che
Mi seguono con gli sguardi,
in un modo che conosco,
perché, quando stormiscono e occhieggiano
con le loro mille palpebre,
ho voglia di gridare
Cosa avete visto?…

(Traduzione a cura di:  Biancamaria Frabotta e Bruno Mazzoni)