Novità su Venezia

 

9788858127155

Il traditore di Venezia. Vita di Marino Falier doge
di Giorgio Ravegnani – Laterza – 2017 € 18.00

Marino Falier è una delle figure più controverse nella storia dei dogi di Venezia. Nato verso il 1285 da una importante famiglia di antichissima origine, che annoverava già due dogi, percorse una lunga e brillante carriera al servizio della repubblica che lo portò a ricoprire in modo quasi incessante numerose e prestigiose cariche. Nel 1354, ormai settantenne, venne scelto come doge con un ampio consenso del corpo elettorale. Al di là di ogni previsione, tuttavia, il nuovo doge non si limitò a svolgere le funzioni per lo più di rappresentanza che la costituzione veneziana riservava al capo dello stato. Appoggiandosi alle classi popolari, si mise alla testa di una congiura destinata a rovesciare lo stato patrizio che governava la Serenissima. I congiurati vennero però scoperti: i capi della cospirazione furono rapidamente giustiziati e lo stesso doge, da loro indicato come il mandante, fu giudicato e condannato a morte. La sentenza venne eseguita con la decapitazione, che ebbe luogo la sera del 17 aprile del 1355 dopo un processo lampo. Un caso senza precedenti, una storia avvincente che nei secoli ha ispirato letterati e musicisti – da Lord Byron a Donizetti – e su cui ancora fitto è il mistero.

9788857233215

Artemisia Gentileschi. Ediz. a colori Skira – 2017 € 11.90

“I contemporanei l’avevano definita “miracolo in pittura”. Ma Artemisia Gentileschi non era soltanto un’eccezionale “pittora”. Era una donna moderna, una professionista e un’imprenditrice ante litteram, convinta e di carattere. Aveva lottato tutta la vita per affermarsi come un “pittore” uomo, contro i pregiudizi di sesso, allora dilaganti: “farò vedere a V.S. Ill.ma quello che sa fare una donna”, scriveva il 7 agosto 1649 al suo committente siciliano don Antonio Ruffo a proposito di una grande tela che questi voleva pagare meno. Aveva la pittura nel sangue. Nata a Roma l’8 luglio 1593, battezzata due giorni dopo nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, era l’unica figlia femmina di Orazio Lomi Gentileschi e di Prudenzia Montone. Orazio era pittore. Come quasi tutti gli artisti dell’epoca era solito cambiare spesso casa. … In quelle case-atelier, nel cuore di Roma, passavano lavandaie, sarte, scalpellini, dentisti, modelli e committenti, un mondo promiscuo e vitale. La casa di Orazio era vivace, ma povera. In quell’ambiente avviene l’educazione artistica di Artemisia, la sola, tra i figli, portata per la pittura. A quindici anni aiutava il padre, macinava i colori e preparava le tele…” (dal saggio di Maurizia Tazartes)