Nuovi arrivi

 

cop-sito_trionfo-del-tempoIl trionfo del tempo di Pascal Quignard  ed. Analogon € 18

Quindici anni separano la genesi de La voce perduta (1989-92) dai quattro racconti riuniti sotto il titolo Trionfo del tempo (2006): anni di ricerca che segnano un passaggio decisivo nel percorso letterario di Pascal Quignard.

Ne La voce perduta l’ossessione di Quignard per il tempo fuori del tempo, per il mondo d’oscurità, d’acqua, di suoni da cui veniamo e a cui continua a legarci la tentazione di un impossibile ritorno, trova espressione delicata e potente grazie alla forma del racconto fantastico. Il protagonista, Jean de Vair, dopo la tragica morte dei genitori in un incidente, si rifugia in un villaggio situato sulle sponde di un lago. Qui s’innamora di una misteriosa donna di straordinaria bellezza. Sopra ogni cosa egli ama la sua voce. Una notte, le chiede di cantare. Ma quel canto viene da un altro mondo. Inaudito, proibito, non lo si può ascoltare senza essere perduti. Il racconto fantastico è vicino al sogno, ed è la forza poetica e irresistibile del sogno che ci cattura, simile all’enigma di una voce perduta che infinitamente chiama da lontano.
In Trionfo del tempo la logica del sogno sembra impadronirsi della struttura stessa del racconto, che deborda, si dilata, si moltiplica: un racconto-cornice racchiude tre racconti interni e l’insieme è come «una sonata di racconti». Così, a distanza di quindici anni, Quignard inaugura un nuovo genere narrativo, la cui origine va cercata nell’incontro, avvenuto proprio in quegli anni, tra la parola scritta e il teatro. Il racconto-cornice inizia con un ricordo d’infanzia doloroso, termina con un Lied di Schubert, quasi una ninna nanna dove riecheggiano le canzoni che la giovane balia tedesca doveva cantargli, piccolissimo, per addormentarlo. Tra l’inizio e la fine, la storia di un uomo che deve vagare a lungo prima di saper amare; l’incontro di Racine bambino con l’ombra di Virgilio; l’arrivo di un mendicante che viene dal mondo dei morti. Da una storia all’altra il lettore, portato in un altro mondo e in un altro tempo, non può che abbandonarsi al movimento visionario della scrittura. È il tempo del sogno che trionfa: tempo dei fantasmi e dell’eterno ritorno, tempo della sopravvivenza e della ripetizione di un tema nelle sue infinite variazioni. Come nella musica, come nell’amore.

quignard_mattine_cop_sitoTutte le mattine del mondo di Pascal Quignard ed. Analogon € 18

Pubblicato per la prima volta nel 1991 e da molto tempo introvabile in traduzione italiana, il capolavoro di Pascal Quignard torna oggi alla luce. La sua fama si è consolidata grazie al celebre omonimo film diretto nello stesso anno da Alain Corneau, interpretato da Gérard Depardieu e con la colonna sonora eseguita da Jordi Savall. Libro, film, musica, conoscono da allora un successo senza precedenti.

La storia ruota intorno a un oscuro compositore e suonatore di viola da gamba nella Francia del Re Sole, Monsieur de Sainte Colombe, le cui vicende scorrono qui in pagine indimenticabili e diventano meditazione sull’amore, sul legame tra i vivi e i morti, sulla musica e il suo potere di evocare le ombre. Rimasto vedovo, con due bimbe in tenera età, Sainte Colombe trova conforto al suo immenso dolore dedicandosi interamente alla musica e allo strumento al quale inizia le figlie, e che perfeziona con l’aggiunta di una settima corda. La famigliola costituisce uno straordinario trio di virtuosi, la cui fama leggendaria giunge all’orecchio del re che vuole il musicista a corte. Ma Sainte Colombe sdegnosamente rifiuta. Ossessionato dal ricordo della moglie, è immerso sempre più nella solitudine e nel silenzio. Una solitudine tuttavia popolata di presenze impalpabili, in un mondo tutto suo dove, sull’onda delle note e grazie a esse, riesce a stabilire un dialogo e un contatto quasi tangibile con l’adorata consorte. Le composizioni che nascono nella segretezza del suo ritiro rivelano la ricchezza spirituale, la complessità e la fantasia di un’anima delicata, nascosta in un corpo goffo e sgradevole. Un giorno, nella vita della famiglia compare un giovane, Marin Marais, allontanato dalla scuola musicale del re perché l’età dello sviluppo lo ha privato della voce bianca. Le esistenze del maestro e dell’allievo s’incrociano per poi allontanarsi in direzioni sempre più divergenti, in un confronto che rivela a entrambi il senso del proprio essere e il significato profondo della musica.

downloadBernard Berenson, Les Peintres italiens de la Renaissance,  John Pope-Hennessy( prefacier),€ 29

Légendaire connaisseur de la peinture italienne, Bernard Berenson (1865-1959) a bâti son autorité et sa fortune sur le seul pouvoir de son oeil, capable de reconnaître entre mille une copie d’un original ou de reconstituer l’oeuvre de tel maître italien oublié. Entre 1894 et 1907, Berenson réécrit rien moins que l’histoire de la peinture de la Renaissance, dans quatre petits livres abordant la Péninsule par régions.

Leur succès fut tel qu’en 1930 on les publia en un volume unique, Les peintres italiens de la Renaissance. Magistralement traduit par l’historien de l’art Louis Gillet, cet ouvrage restitue la vision très passionnelle de Berenson, pour lequel la Renaissance est le miroir de notre propre jeunesse et possède l’éclat de “ces années où, à nous-mêmes et à autrui, nous apparûmes pleins de promesses”.