Novità di musica

 

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Storia del Conservatorio di musica “Santa Cecilia” di Roma di Domenico Carboni – Zecchini – 2017 € 49.00

Fino al 1870 Roma, a differenza di tutte le maggiori città italiane, non aveva una scuola di musica pubblica, conservatorio o liceo musicale che fosse. I tentativi nati in seno all’Accademia di Santa Cecilia di istituire un liceo musicale incontrarono la ferma opposizione del papa Pio IX che considerava il liceo qualcosa di “troppo liberale”. Si deve all’iniziativa di due appassionati musicisti romani, il pianista Giovanni Sgambati e il violinista Ettore Pinelli, l’istituzione di una “Scuola gratuita” di pianoforte e violino cui si aggiunsero col tempo docenti di altri strumenti. La presa di Porta Pia e l’ingresso di Vittorio Emanuele II al Quirinale  misero le ali alla Scuola tanto che nel 1877 divenne il Liceo Musicale della Reale Accademia di Santa Cecilia.
Ricorrendo nel 2017 il 140° anno dalla fondazione del Liceo, dal 1923 Conservatorio “S. Cecilia”, Domenico Carboni (per 9 anni allievo e per 31 docente e bibliotecario) ha voluto ripercorrere questo lungo cammino che termina nel 1999 quando la legge di riforma 508 ha trasformato la fisionomia storica dei conservatori facendone Istituti di Alta Formazione di livello universitario. È una grande storia ricostruita attraverso i documenti ma senza tralasciare notizie inedite, curiosità e le memorie dei protagonisti più celebri.
Prefazione di Roberto Giuliani e Adolfo Vannucci

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Da Benedetti Michelangeli alla Argerich. Trent’anni con i grandi pianisti di Luca Ciammarughi – Zecchini – 2017 € 25.00

“Non ci sono più i pianisti di una volta”: quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase da chi rimpiange una sorta di gigantesca Golden Age del pianoforte che va da Liszt e Chopin fino a  Horowitz e Benedetti Michelangeli? Eppure, musicisti e interpreti che oggi mitizziamo furono a loro volta contestati o addirittura sbeffeggiati. Questo libro ha l’obiettivo di definire un quadro dei pianisti classici della nostra epoca, con spirito critico ma senza insensati disfattismi. L’autore ha l’ambizione di delineare una storia contemporanea dell’interpretazione pianistica: ben sapendo però quanto sia difficile individuare ciò che lascerà un segno e ciò che invece rimarrà inesorabilmente confinato a un’epoca o a mode passeggere. Questa è però solo una storia fra le tante possibili. A narrarla, è un giovane, Luca Ciammarughi, egli stesso pianista, conduttore radiofonico e critico musicale, profondamente innamorato della musica e del pianoforte. Sapendo che la Storia con la S maiuscola si è sgretolata in tante storie, il suo punto di vista non può che essere soggettivo, personale. Ma è un punto di vista che si nutre di tre decenni passati a suonare, sviscerare partiture, collezionare registrazioni, intervistare pianisti, ascoltarli e osservarli, talvolta persino voltar loro le pagine in concerto, cercando di instaurare un dialogo per comprendere più a fondo il rapporto fra la loro arte e la loro vita.
Prendendo come punto di partenza e di arrivo due emblemi di una concezione sublime del pianoforte, Michelangeli e la Argerich, il percorso si snoda fra celebrità come Zimerman, Sokolov, Pollini, Brendel, Ashkenazy, Argerich, Lupu, Perahia, Pletnev, Kissin e geniali outsider come Berman, Egorov, Heidsieck, Fiorentino, Freire, Engerer, Barda, Gelber, Lonquich, Angelich, Sultanov e molti altri.
Senza disprezzare il mainstream, l’autore ha svolto per anni un percorso indipendente, fondato sulla ricerca di personalità artistiche capaci di andare oltre una tecnocratica correttezza e di rivivificare quel mistero ineffabile che chiamiamo ispirazione.

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La musica prima del suono. Musica nella mente, suono nel corpo di Alessandro Zignani – Zecchini – 2017 € 25.00

Che cosa succede nella tua mente quando pensi alla musica? Quali processi si attivano a simulare il primo suono; in che modo la struttura di un’intera sonata o sinfonia diventa una “figura”: un luogo che puoi “abitare”? Sapevi che tutte le esperienze del tuo passato si frappongono tra la tua intenzione di interprete e l’esito della tua esecuzione? L’interpretazione si decide nella delicata interazione tra mente e corpo, prima ancora che tu abbia prodotto alcuna nota. L’antica Mnemotecnica, cara agli oratori e i filosofi greci e latini, e portata al suo massimo fulgore da Giordano Bruno (che per questo ci rimise la vita) non era solo un’arte della memoria: era una strategia per “pensare con il corpo”; “vedere”, “toccare” le idee. Negli ultimi anni, le neuroscienze hanno dimostrato che la mente non conosce ciò che il corpo non sa: un concetto da sempre presente nelle culture orientali. Parte di queste scoperte passa attraverso la musica: l’unico linguaggio che fa funzionare allo stesso tempo entrambi gli emisferi cerebrali. Questo libro vuole essere la fondazione di una nuova Mnemotecnica, capace di integrare la sapienza degli Antichi con ciò che le neuroscienze hanno scoperto su come il cervello, pensando la realtà, diventa mente. Attraverso un’approfondita discussione teorica e una serie di “strategie” pratiche, il libro vuole eliminare i blocchi emotivi, le contratture fisiche, i vuoti di memoria in modo scientifico, oggettivo, risolutivo. Questo viaggio nel mistero più profondo della nostra vita: la mente, ci può insegnare a decidere quali automatismi, quali istinti far nostri e quali eliminare. In altre parole: ci insegnerà la libertà e l’autocoscienza necessarie per fare la musica che vogliamo, come vogliamo.

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Guida alla musica sacra 

di C.Bolzan – Zecchini -2017 € 49.00

Fin dalle sue più remote origini la musica è sempre stata strettamente legata all’esperienza religiosa, accompagnando di epoca in epoca l’intero percorso dell’umanità, dando vita ad un repertorio musicale di enorme vastità e di straordinaria varietà nell’avvicendarsi di linguaggi, forme, stili e tecniche compositive, spesso intrecciate alle più diverse manifestazioni artistiche, alla letteratura, alla filosofia in un connubio tanto più denso, suggestivo e stimolante: dalla monodia cristiana, alla prime forme polifoniche, dall’esperienza dell’Ars Antiqua a quella dell’Ars Nova, dal Rinascimento al Barocco, dal Classicismo al Romanticismo al Decadentismo, giungendo fino alle avanguardie del Novecento, la musica sacra ha lasciato un segno indelebile ed imprescindibile attraverso un repertorio immenso e straordinario comprendente alcuni degli esiti più alti della sensibilità, dell’intelligenza e della fantasia dell’uomo, fosse egli credente o ateo. Non a caso l’esperienza musicale, nella sua dimensione immateriale, nella sua tensione tra bellezza e spiritualità, è stata spesso assimilata all’esperienza religiosa stessa, mentre l’attività del musicista veniva accostata a quella di un vero e proprio sacerdote.
Questa nuova Guida, unica nel suo genere in Italia, intende offrire al lettore una panoramica esauriente dei movimenti, dei generi, delle forme e degli autori che hanno lasciato in questo ambito una testimonianza decisiva, permettendo così ad ognuno di addentrarsi passo dopo passo in quelle opere che hanno segnato il cammino della civiltà, comprendendone la genesi, gli ambienti in cui sono nate, le problematiche ad esse connesse, le peculiarità stilistiche e linguistiche, senza eccedere in aridi tecnicismi, ma senza scadere in un generico descrittivismo.

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Giuseppe Di Stefano. Voglio una vita che non sia mai tardi di Gianni Gori – Zecchini – 2017 € 20.00

Il tesoro scoperto per caso: la voce di Giuseppe Di Stefano, il tenore che ha incarnato in un lampo di vita e nella fragranza naturale dello smalto l’anima popolare di un nuovo “recitar cantando”. Non è stato solo la voce di soavità ammaliante in una pleiade di grandi cantanti e in quel divismo dell’Opera tanto avvincente quanto le storiche passioni sportive del tempo. È stato il tenore più amato dal pubblico di tutto il mondo — nella buona e nella cattiva sorte — anche per la straordinaria comunicativa, l’innata simpatia, la generosità, lo slancio istintivo e temerario con il quale aveva gettato il cuore (e la voce) oltre l’ostacolo di un repertorio sempre più vasto ed insidioso. Gli si rimproverava aspramente di aver bruciato nell’arco di un decennio le sue qualità assolute di “lirico”, di aver consumato troppo presto la sua carriera, come del resto aveva fatto la sua leggendaria partner Maria Callas.
Di questo eccentrico cantore della “dolce vita” Gianni Gori ripercorre l’avventura umana ed artistica nel segno della Leggerezza. E ne fa un ritratto narrativo che muove proprio dalla leggerezza degli esordi di Pippo e chiude con il ritorno al suo primo-e-ultimo amore, fra l’operetta e la grande canzone. Riemergono da queste pagine non solo le purezze vocali della gioventù, ma anche, filtrate dalla cronaca e dalla storia, le emozioni che il tenore dalla “vita spericolata” ha saputo sbalzare nelle interpretazioni e negli affetti dell’ultima stagione.

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Richard Wagner. Parsifal e il segreto del Graal 
di Adele Boghetich – Zecchini – 2017 € 19.00

Oratorio della redenzione, solenne rappresentazione di congedo prima dell’eterno silenzio dell’artista, il Parsifal di Richard Wagner si rivelerà l’opera d’Arte per eccellenza secondo il pensiero di Schopenhauer, il sole che rivela il mondo oltre il velo di maya, sublime nella pittura sonora, profonda nel motivo della fede, catartica, capace di liberare ed elevare al di sopra della volontà, del dolore, del tempo. Ma è anche l’opera musicale del percorso interiore, del ritorno all’origine del Cristianesimo, epurato dall’apparato teologico che lo ha avvolto nei secoli successivi. Un’opera dal valore assoluto, un dramma etico con tratti di favola e magia, che coglie i propri motivi dalla mitologia celtica, orientale e germanica. Il testamento spirituale del secolo delle grandi opere metafisiche, dopo il Faust di Goethe e la Nona sinfonia di Beethoven.

Non tragga in inganno l’approccio letterariamente gradevole. Questo libro scandisce con rigore e grande consequenzialità un discorso sul Parsifal, punto di arrivo della parabola creativa di Wagner e massima espressione – anche se non unica – di una fase specifica del suo pensiero e della sua ricerca drammaturgica e musicale”. (Guido Salvetti)