E’ morto Amos Oz

 

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AMOS OZ   1939-2018

Amos Oz era un voce di pace in Medio Oriente. L’esperienza sotto le armi – prima con la leva obbligatoria, poi durante la Guerra dei Sei Giorni nel 1967 e quella dello Yom Kippur nel 1973 – l’aveva portato ad essere un attivo fautore del dialogo tra israeliani e palestinesi. Dei conflitti tra lo Stato ebraico e i suoi vicini arabi ne aveva anche scritto a lungo. La sua voce si era levata anche negli anni più recenti, in occasione delle guerre in Libano e nella Striscia di Gaza, esortando a intraprendere la strada del dialogo e della moderazione. Da sempre sostenitore della “soluzione dei due stati” per uscire dal conflitto arabo-israeliano. Espresse la sua posizione in un articolo del 1967, in cui scrisse che “anche un’occupazione inevitabile è un’occupazione ingiusta”. Negli anni si è opposto alle attività dei coloni e ha sostenuto le trattative con l’Olp e gli accordi di Oslo.

Amos Oz (pseudonimo di Amos Klausner) nasce a Gerusalemme il 4 maggio 1939. Studia all’università ebraica di Gerusalemme e a Oxford. Partecipa attivamente al dibattito politico per una risoluzione del conflitto israeliano-palestinese, cui dedica i saggi In terra di Israele (1983) e Contro il fanatismo (2004), oltre che numerosi interventi sulla stampa internazionale. Nei suoi numerosi romanzi riflette i conflitti aperti nella società israeliana e la difficile convivenza delle due culture, europea e araba, in una visione ironica, priva di ottimismo: Michael mio (1968), Un giusto riposo (1982), La scatola nera (1987), Conoscere una donna(1989), Lo stesso mare (1999), Vita e morte in rima (2007). Nel 2002 ha pubblicato l’autobiografia Una storia d’amore e di tenebra. È anche autore di libri per ragazzi (Soumchi, 1978; Una pantera in cantina, 1995) e della favola D’un tratto nel folto del bosco (2005). Pacifista militante, nel 1992 lo scrittore israeliano è stato insignito del premio per la Pace dell’Associazione dei librai tedeschi. Nel 2007 ha ottenuto il premio Principe de Asturias per la Letteratura. Del 2007 Non dire notte (Feltrinelli), del 2008 La vita fa rima con la morte (Feltrinelli), poi Una pace perfetta (2009 Feltrinelli), Scene dalla vita di un villaggio (2010 Feltrinelli), Il monte del Cattivo Consiglio (2011 Feltrinelli), la raccolta di racconti Tra amici (Feltrinelli 2012). Del 2013 Gli ebrei e le parole. Alle radici dell’identità ebraica scritto con la storica Fania Oz-Salzberger (Feltrinelli), del 2014 Giuda (Feltrinelli).