Venezia

 

Il «Palagio traforato». La Ca’ d’Oro nella Venezia tra Otto e Novecento. Ediz. illustrata di Elisabetta Concina – Il Poligrafo – 2019 € 33.00

Affacciata sul Canal Grande, la Ca’ d’Oro di Venezia – che Gabriele D’Annunzio chiamò suggestivamente il “palagio traforato” – è nota per la sua particolare facciata asimmetrica, rivestita di marmi e ornati scultorei un tempo arricchiti dai vivaci colori dell’oro, del blu oltremare e del rosso. A partire dalla metà dell’Ottocento l’edifico è stato oggetto di una rinnovata attenzione, alla quale contribuirono le opere di conservazione e restauro che ne hanno determinato la facies attuale.
In queste pagine sono ripercorse la fortuna critica e la storia delle poco note vicende architettoniche che negli anni hanno trasformato la Ca’ d’Oro da abitazione a museo. Attraverso un’ampia documentazione in parte inedita vengono illustrati i progetti e gli interventi dell’architetto Giambattista Meduna (1845-1849) e del barone Giorgio Franchetti (1894-1916), nonché i lavori di restauro e musealizzazione diretti dall’ingegnere Ferdinando Forlati dopo la donazione dell’edificio allo Stato (1916-1927). Viene così offerta un’interpretazione articolata della storia del palazzo, uno dei più affascinanti edifici veneziani nella cui sregolatezza risiede tutta la sua stupefacente bellezza.

Venezia e il fuoco. Cronaca documentata degli incendi a Venezia di Gianpietro Zucchetta, Gian Antonio Stella – Lineadacqua – 2019 € 55.00

Gianpietro Zucchetta, con alle spalle un migliaio di perizie su incendi, ripercorre le cronache degli incendi che sin dai primi anni della Serenissima fino a oggi hanno perseguitato Venezia e i suoi abitanti. Il volume è il risultato di una lunga e minuziosa ricerca negli archivi storici ed è corredato da un ricco apparato iconografico in gran parte inedito.

L’ angelo degli artisti. L’arte del Novecento e il ristorante all’Angelo a Venezia di G. Romanelli, P. Vatin – Lineadacqua – 2019 € 30.00

Il ristorante All’Angelo, tra Fronte Nuovo delle Arti e Peggy Guggenheim: le avventure delle Avanguardie ai tavoli di Renato e Vittorio Carrain. La mostra, promossa dalla Fondazione Querini Stampalia in collaborazione con Lineadacqua e Villa Morosini a Polesella, rientra nel programma delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita dell’Istituzione: sarà visitabile fino al primo marzo 2020. Esposti dipinti, lettere, testimonianze, fotografie, schizzi, dediche e saluti, menù e ricette. Tutto il mondo della cultura e dell’arte, con i suoi protagonisti, che ruota attorno al ristorante All’Angelo. Un totale di 90 opere tra oli, tempere, matite, inchiostri e tecniche miste di molti artisti tra i quali spiccano Vedova, Santomaso, Pizzinato, De Pisis, De Luigi, Casorati, Alberto Giacometti, Guttuso, Sironi, Music.
Il Libro-catalogo, edito da Lineadacqua, è un originale e insolito prodotto editoriale ricchissimo di immagini, di approfondimenti, di curiosità, di storie segrete e di pettegolezzi.

Vesper. Rivista di architettura, arti e teoria-Journal of architecture, arts & theory (2019). Ediz. bilingue vol.1 Quodlibet – 2019 € 18.00

IT. Venezia è nota, la sua identità è così conosciuta da essere considerata scontata, sintetizzabile come un logo e ripetibile: la città mostra il proprio volto lasciando nello sfondo la propria struttura. Oro e fango qui si mescolano dando corpo a un documento multiforme. Concreto e immaginario, autentico e replicabile, minuto e smisurato, potente e fragile si scambiano la scena, si mescolano guardando Venezia come oggetto cangiante.
L’alter ego di quanto è noto e scontato è superlativo ovvero supera canoni predeterminati, è l’impensabile condensato nel prefisso di una lingua altra, poiché si palesa solo quando si esce da Venezia, quando sollevandosi la si guarda da fuori. Così emergono dalla sua immagine fissa azioni e progetti, modi e opere che trasportano la città in un’altra dimensione, che la trasfigurano. Questo vento (super) lento la traversa ma non la cambia: Venezia continua a offrire il suo volto noto allo specchio che la riflette quotidianamente. Piegare quel vento per andare dentro l’oggetto implica immergersi, almeno per il tempo di un racconto su carta, nelle deviazioni, nelle contraddizioni di Supervenice. Venezia è continuamente progettata, faticosamente “perseverata”, nata fortunosamente in un luogo inabitabile contraddicendo le norme dell’attuale idea di sostenibilità, già allora metteva in campo desideri e paure. La città è fronteggiata da quel che resta della più grande zona industriale d’Europa, a questa concreta traccia di modernità novecentesca si frappone un’ipertrofia bibliografica: una gigantesca biblioteca ideale è stata costruita misurando la città più umorale, lunatica dell’Occidente. Anche se Marco Polo la trovava noiosa, tanto da non volerci tornare, la sua stabilità, come in un ambiente orientale, dipende dallo scirocco e dalla luna. Questa sua indeterminazione primordiale la rende il miglior laboratorio, impensabile in altri contesti, per mettere a fuoco questioni cruciali per il futuro. Il contesto muta e con esso vacillano certezze che riaprono la via della ricerca, del progetto: Supervenice è scavare nel territorio più noto per estrarne genealogie anacroniche. Il super alter ego di Venezia è una grande bolla che sospende il dato temporale mentre lo spazio vacilla: quel che resta è solo progetto.