Novità

 

Sfida per la vittoria. La straordinaria storia del calcio italiano durante la guerra e il fascismo di Renato Tavella – Newton Compton Editori – 2020 € 9.90

Il 1938 è un anno memorabile per la storia del calcio italiano. La nazionale vince il mondiale in Francia, battendo in finale per 4-2 la temuta squadra ungherese e ripetendo la vittoria del 1934. Mussolini sfrutta prontamente l’eco di quel successo a scopi propagandistici: l’Italia è sul tetto del mondo. Ma il 1938 è anche l’anno delle leggi razziali fasciste e, come in ogni settore della vita sociale, anche nello sport ne pagarono le conseguenze tutti coloro che non erano “puramente ariani”. Così fu per gli allenatori Árpád Weisz (che troverà la morte in un lager) ed Egri Erbstein, costretti a lasciare il Paese di punto in bianco. Da quel momento la situazione politica e gli eventi precipitano, ma neanche l’entrata in guerra porterà alla sospensione del campionato. Il calcio continua a dare spettacolo anche sotto le bombe. Addirittura il 4 luglio 1943 viene assegnata la coppa Barbesino, disputata tra squadre appartenenti a varie divisioni militari e vinta dagli Automobilisti: solo cinque giorni dopo le truppe alleate sbarcheranno in Sicilia. Tante sono le storie di atleti, presidenti, tecnici che imbracciano le armi: calciatori soldati, marinai, fanti, alpini, bersaglieri, persino vigili del fuoco. Questo libro passa in rassegna gli eventi sportivi e le storie individuali, fortunate e sfortunate, degli uomini che fecero la storia del calcio negli anni più bui del fascismo e della Seconda guerra mondiale.

Salviamo le montagne. Un appello di Reinhold Messner di Reinhold Messner – Corbaccio – 2020 € 16.00

La montagna è un ambiente naturale incredibilmente variegato. Comprende le vette più alte della Terra, ghiacciai perenni, pareti verticali, luoghi di una bellezza selvaggia, grandiosa e terribile. Messner, il più grande alpinista vivente, conosce bene questo tipo di montagna. E conosce altrettanto bene l’ambiente alpino abitato e organizzato dall’uomo da tempo immemore, fatto di boschi, campi, paesi, comunità montane che sempre più, in ogni parte del mondo, trovano nel turismo una risorsa preziosa, ormai indispensabile. Ma il turismo di massa degli ultimi decenni rischia ormai di distruggere le montagne invece di valorizzarle: che si tratti di Alpi, Himalaya o Alti Tatra, tutte le regioni montane si sono trasformate in altrettanti parchi avventura, vie attrezzate e comprensori sciistici innevati anche artificialmente, dove biker, scalatori e sciatori si aspettano un divertimento assicurato, senza imprevisti, perfettamente organizzato, soccorso alpino onnipresente incluso. Ma il risultato è quello di prosciugare in modo irrimediabile le risorse naturali e di snaturare gli ultimi luoghi selvaggi del pianeta. Perché mai dovremmo importare in montagna l’organizzazione, la velocità, il rumore, la frenesia del mondo cittadino, da cui in realtà aspiriamo a distaccarci temporaneamente? E che senso ha cercare di cancellare a tutti i costi i pericoli da attività che, come l’alpinismo, per loro natura mettono l’uomo di fronte al rischio? Non c’è bisogno di salire l’Everest, magari in fila indiana, per vivere la montagna. È importante che ognuno faccia le esperienze adatte alle proprie capacità e nel pieno rispetto dell’ambiente:  solo così la montagna potrà continuare a essere un bene di tutti, un bene prezioso, capace di rigenerare lo spirito dell’uomo.

Dalla parte del torto. Per la sinistra che non c’è di Tomaso Montanari – Chiarelettere – 2020 € 15.00

«Non possiamo continuare a vivere così.»
È il paradosso della nostra epoca: non si può non essere contro se si ama davvero la vita. Quanto più grande è il nostro amore per gli uomini e per le cose belle di questo mondo, tanto più grande è il desiderio di cambiarlo, il mondo. Perché questo «sistema sociale ed economico» non è più compatibile con i diritti umani. Con l’esistenza stessa dell’uomo su questo pianeta.
Ci vuole il coraggio di vederlo, e di dirlo. Un coraggio che avevamo, e che abbiamo perduto quando ci siamo fatti convincere che diventare adulti significa accettare il mondo così com’è.
Il piccolo libro che state per leggere è l’invito a una ribellione intellettuale ed emotiva: un invito a liberare la parte di noi che è rimasta fedele alle aspirazioni, alle convinzioni, all’etica di quando eravamo bambini.
L’obiettivo di una sinistra che voglia cambiare il mondo non è il potere sulla società, ma il potere nella società: il potere, dato a tutte e tutti, di salvare la propria vita dal do-minio del mercato. Il potere nei luoghi di lavoro, nelle lotte per le donne, per la difesa dell’ambiente, il potere della conoscenza e del pensiero critico aperto a tutti.

La gatta, Shozo e le due donne di Junichiro Tanizaki – Neri Pozza – 2020 € 17.00

Shinako non può dimenticare Shozo, il marito che l’ha cacciata e si è subito accasato con l’altra, la rivale, la bella Fukuko. Certo dovrebbe odiare quell’uomo perfido e infedele, serbargli rancore, ma non soltanto non può, ma desidera ardentemente tenere con sé almeno un ricordo del loro matrimonio, della casa piena di felicità costruita insieme. E quale ricordo migliore di Lily per alleviare il dolore e la tristezza? Lily, la gatta così amata dal suo ex consorte da spingerlo a eccessi svenevoli e morbosi, come giochicchiare ogni sera con lei imboccandola con piccoli sugarelli marinati in salsa di soia e aceto? Quando Shinako viveva sotto lo stesso tetto di Shozo non sopportava di vedere il marito rivolgere le sue affettuose attenzioni alla gatta e, per ripicca, la trattava male di nascosto. Ora, però, prova un’immensa nostalgia per tutto ciò che c’era in quella casa e in particolare per Lily. La gatta l’aiuterebbe a non sentirsi sola e abbandonata, a colmare il vuoto delle sue lunghe giornate di noia. Ma Fukuko, la rivale che l’ha annientata, potrà provare un briciolo di compassione per la sua tristezza e solitudine? Brillante divertissement che si può apprezzare anche come una variazione sul tema dell’ossessione, La gatta, Shozo e le due donne narra di un ménage à trois in cui lo humour e l’ironia del grande scrittore giapponese trovano la loro più piena espressione, oltre a essere uno dei più riusciti ritratti di una gatta che sia dato trovare in letteratura: la splendida e viziatissima Lily, al centro – consapevolmente? – di un intrigo sentimentale in cui la seduzione e la vendetta si danno la mano.

Una donna normale di Roberto Costantini – Longanesi – 2020 € 19.90

Aba Abate è una donna normale. Suo marito Paolo, pubblicitario aspirante scrittore, è un uomo colto ma con scarso senso pratico. I suoi figli, Francesco e Cristina, sono adolescenti e, come tutti i ragazzi a quell’età, problematici e conflittuali. La sua unica vera amica sin dai tempi della scuola, Tiziana, ha una libreria e da single continua a cercare il grande amore. Aba si rivolge a lei in cerca di un aiuto per le aspirazioni di romanziere del marito. Aba fa di tutto per tenere unita la sua famiglia e i suoi affetti, ma non è sempre facile per via del suo vero lavoro. Perché Aba, Abate, in realtà è anche «Ice». Non una semplice impiegata ministeriale come credono i suoi familiari, ma una funzionaria dei Servizi segreti con un compito delicatissimo: reclutare e gestire gli infiltrati nelle moschee. È proprio da un suo informatore che Aba apprende una notizia potenzialmente catastrofica: in Italia sta arrivando via mare dalle coste libiche un terrorista pronto a farsi esplodere. La scadenza: una settimana. Aba si trova costretta a intervenire in prima persona anche sul campo, in Libia e in Niger. E per avere una pur minima speranza di successo deve avvalersi della collaborazione di un agente del posto, il professor Johnny Jazir, un uomo che la trascina gradualmente in una spirale in cui tutti i suoi valori sono messi in dubbio. Le missioni si moltiplicano, le emergenze familiari e lavorative si sovrappongono nel giro di pochi, frenetici giorni, e quando niente va come dovrebbe il mondo di Aba – quello professionale, ma anche quello degli affetti e dell’amore per il quale ha sempre così tenacemente lottato – comincia inesorabilmente a crollarle addosso. Possono davvero coesistere Aba e Ice?
«Lo sguardo di Costantini è lucido. Le sue parole restano impresse nella memoria, come la sua galleria di personaggi imperfetti e dolenti in cerca di un senso alla comune sopravvivenza quotidiana.» Marco Imarisio, Corriere della Sera
«Uno spirito dickensiano naturale che, coniugato a una capacità affabulatoria a tavoletta, lo rendono davvero unico.» Sergio Pent, TuttoLibri, La Stampa

Lo sfruttamento nel piatto. Quello che tutti dovremmo sapere per un consumo consapevole di Antonello Mangano – Laterza – 2020 € 16.00

Al supermercato siamo contenti di trovare passate di pomodoro e arance ‘sottocosto’. Spesso le compriamo, soddisfatti del risparmio. Poi capita di indignarci leggendo certe notizie spaventose sui lavoratori delle campagne. C’è un filo comune che lega quelle notizie ai nostri comportamenti d’acquisto. Questo libro indaga la filiera di alcuni prodotti agricoli ad alto rischio, dalle arance ai pomodori, all’uva. Andando a ritroso dal supermarket ai centri di distribuzione, fino alle serre e ai campi, scopriamo che la brutalità del caporalato e la ‘modernità’ della globalizzazione convivono senza scontrarsi. E che l’economia globale porta i contadini di Rosarno a competere con quelli brasiliani; i pugliesi con i cinesi; i piemontesi con gli spagnoli. I ghetti sono la parte visibile del problema. Le cause vanno cercate in una filiera dominata dagli intermediari e sovrastata da oligopoli capaci di imporre i prezzi, a ogni costo. Antonello Mangano ci accompagna in un lungo viaggio dagli agrumeti di Rosarno alle industrie di succo d’arancia tra Messina e Catania, dai supermercati del milanese ai campi di pomodori di Foggia e Ragusa, fino alle centrali logistiche padane. Infine, scopriremo i frutteti di Saluzzo e i vigneti del Chianti, perché lo sfruttamento si annida persino nelle aree più ricche. Il libro si chiude con una domanda cruciale: se non voglio essere ‘complice’ di un sistema ingiusto, come devo comportarmi? Le alternative, per fortuna, sono numerose.
In nessuna lingua In nessun luogo. Le poesie in dialetto (1938-2009) di Andrea Zanzotto – Quodlibet – 2019 € 19.00
Per definire il dialetto, Zanzotto si è servito più volte dell’espressione che nei Vangeli e nell’Apocalisse designa il messia: logos erchomenos, “parola che viene”, veniente – ha aggiunto – «di là dove non è scrittura né grammatica», parola che rimane per questo «quasi infante nel suo dirsi». Il dialetto non è, cioè, per Zanzotto, una lingua accanto alle altre, ma l’esperienza della stessa sorgività della parola, qualcosa come la struttura stessa del linguaggio nel suo nascere, nel punto in cui il parlante «tocca con la lingua (nelle sue due accezioni di organo fisico e sistema di parole) il nostro non sapere di dove la lingua venga, nel momento in cui viene, monta come il latte».
Per questo la pubblicazione di tutte le poesie in dialetto di Zanzotto, qui raccolte insieme per la prima volta accompagnate dalla traduzione in lingua e con in più la straordinaria Ecloga in dialetto per la fine del dialetto, sfuggita alle sillogi precedenti, segna un evento importante nella storia della poesia italiana del Novecento. Se la poesia, secondo il verso di Filò che dà il titolo al libro, non è «in nessuna lingua, in nessun luogo», qui il poeta si misura in uno straordinario corpo a corpo con l’evento preistorico e immemoriale da cui proviene ogni poesia. Anche se non si deve prendere alla lettera l’abiura che Zanzotto nell’Ecloga fa di tutta la sua produzione poetica in lingua («sempre c’era qualcosa di fasullo /in quello che scrivevo in italiano»), è però certo che questo libro inaugura la possibilità di una nuova lettura di uno dei grandi poeti del nostro tempo.

I turcs tal friul-I turchi in Friuli di Pier Paolo Pasolini – Quodlibet – 2019 € 17.00

Nel 1944, nel Friuli percorso dalle truppe naziste e devastato dai bombardamenti anglo-americani, il giovane Pier Paolo Pasolini scrive in friulano un dramma, a metà fra la tragedia e la sacra rappresentazione, che contiene, in una drastica e quasi profetica abbreviazione, tutti i temi della sua opera futura. Soggetto del dram ma è l’invasione dei Turchi in Friuli del 1499, testimoniata da una lapide che il giovane poeta poteva leggere nella chiesa di Casarsa; ma, sotto l’apparenza di un’evocazione storica, è tutto il mondo di Pasolini che I Turchi in Friuli mette in scena in un inestricabile ordito di elementi personali (i protagonisti portano lo stesso nome della madre Susanna Colussi) e motivi ideali: l’appassionata fede religiosa e la rivolta contro la Chiesa, l’amore per la vita e la fascinazione per la morte (l’uccisione di Meni Colùs alla fine del dramma sembra annunciare quella del fratello Guido solo un anno dopo), l’impegno nell’azione e la fuga nella preghiera. E non è certo un caso se tutti questi motivi, almeno in apparenza contraddittori, si compongono in una parola che è la stessa che il poeta molti anni dopo avrebbe proposto come titolo per la raccolta delle sue poesie complete: bestemmia.
Il libro presenta il testo originale nell’autorevole revisione critica di Graziella Chiarcossi, accompagnata dalla traduzione in versi di Ivan Crico, uno dei più sensibili poeti friulani di oggi.

Mamma è matta, papà è ubriaco di Fredrik Sjöberg – Iperborea – 2020 € 16.50

Grazie al caso, manovratore nascosto di destini umani, in un’asta di Stoccolma riemerge dal nulla un quadro dimenticato di quasi un secolo fa, il ritratto di due cugine adolescenti firmato dal danese Anton Dich. «Dimenticato» è forse troppo, visto che il suo autore non è ricordato in alcuna storia dell’arte, ma chi potrebbe incuriosire Fredrik Sjöberg più di un eccentrico ai margini dell’eccentricità bohémienne? Anton, patrigno di una delle due ragazze ritratte, ha lasciato scarse tracce di sé. Si aggira poco più che ombra tra i caffè di Montparnasse negli anni dell’avanguardia del primo Novecento, quando Parigi pullula di artisti di tutta Europa in cerca della loro strada. Pittore di talento, sembra sempre nel posto giusto al momento giusto, eppure lui la strada per il successo non la troverà mai, e morirà solo e alcolizzato a Bordighera nel 1935. Che cosa l’ha spinto alla deriva? Per scoprirlo, Sjöberg incontra le nipoti svedesi di Anton, scava nella famiglia matriarcale della moglie Eva Adler, ricostruisce complessi alberi genealogici e intreccia storie di carriere ben più luminose: Modigliani, Picasso, Derain, Brecht, Cendrars. Indulgendo alle divagazioni autobiografiche, botaniche, perfino filateliche, lascia spesso la strada maestra per produrre nei détours inaspettate esplosioni di senso, cui la sua consueta ironia elegantemente sottrae enfasi. E in fondo a questo viaggio tra Gòteborg, Copenaghen, Parigi, la Costa Azzurra, la riviera ligure, addirittura Leopoli, resterà la sensazione di aver letto non tanto la biografia di un uomo quanto quella di un’epoca, una storia di sogni e nevrosi del XX secolo, ma anche dell’eterna ricerca di qualcosa che somigli all’immortalità.

Mormorio di Will Eaves – Codice – 2020 € 16.00

Liberamente ispirato alla tragica vita di Alan Turing, il genio matematico che decifrò i messaggi in codice dei nazisti durante la seconda guerra mondiale e che è considerato uno dei padri dell’informatica, “Mormorio” ripercorre le settimane seguenti alla condanna per atti osceni di Alec Pryor, il protagonista del libro. Pryor, per sfuggire alla prigione, accetta di sottoporsi a castrazione chimica attraverso iniezioni di ormoni e a una serie di sedute psicanalitiche dal dottor Stallbrook. Will Eaves firma un romanzo coraggioso e sperimentale, nella forma e nei contenuti; in parte diario personale, in parte corrispondenza con l’ex fidanzata June, in parte descrizione dei sogni allucinatori di Pryor, “Mormorio” è il viaggio in una mente straordinaria, acuta, sensibile, stravolta dalla sua stessa grandezza.

La signora del martedì di Massimo Carlotto – E/O – 2020 € 16.50

Tre personaggi che la vita ha maltrattato. Bonamente Fanzago, attore pomo dal nome improbabile che un ictus ha messo in panchina e che assiste angosciato all’ascesa dei giovani concorrenti. Tiene duro aspettando che ogni martedì una donna affascinante dal passato misterioso paghi i suoi servizi da gigolò alla pensione Lisbona, un alberghetto poco frequentato dove il proprietario, il signor Alfredo, vive la sua condizione di travestito nascondendosi da un ambiente ipocrita e perbenista. Tre esseri umani sui quali la società si accanisce proprio perché più fragili, ma che troveranno il coraggio di difendersi. Non sono eroi senza macchia né paura, hanno debolezze, hanno commesso errori e a volte azioni riprovevoli. Ma soprattutto aspirano ad amore e rispetto. Quando un imprevisto darà il via a una girandola di effetti collaterali, per i nostri tre personaggi diventerà questione di vita o di morte scavare, dentro di sé e nel proprio passato, per trovare le risorse necessarie a tirarsi fuori dai guai.

Il cammino materano. A piedi lungo la Via Peuceta di Angelofabio Attolico, Claudio Focarazzo, Lorenzo Lozito – Terre di Mezzo – 2020 € 15.00

Arrivare a piedi a Matera, Capitale europea della cultura 2019: un viaggio di 7 giorni tra Puglia e Basilicata, tra passato e presente, dalle eredità storiche di Federico II agli orizzonti infiniti dell’altopiano delle Murge, modellati dal lavoro secolare dell’uomo. Di giorno si cammina in mezzo a ulivi, mandorli, vigneti e muretti a secco, la sera si scopre il gusto dei piatti tipici nelle masserie. Fino a giungere, all’improvviso, faccia a faccia con i Sassi più famosi al mondo: bellezza unica sospesa tra terra e cielo. Il modo migliore per entrare in quel mistero di armonia che è Matera, con il suo dedalo di viuzze, grotte e chiese rupestri. Con la descrizione del percorso, le cartine dettagliate, le altimetrie, i dislivelli e i luoghi dove dormire. Inoltre gli approfondimenti storici e culturali, le località più significative da visitare e i consigli per scoprire l’enogastronomia locale.

La scienza della prassi di Aristotele – Armando Editore – 2020 € 15.00

Aristotele, in questo scritto, affronta il tema della scienza che riguarda la prassi, ossia le azioni interumane e la ricerca del sapere come guida dell’agire. Questa scienza è detta da Aristotele “polistica” e ha per oggetto ciò che costituisce il bene per l’uomo, bene che è identico per il singolo essere come per la comunità. Etica individuale e politica in senso stretto sono quindi due momenti complementari di un’unica scienza che è appunto la scienza della prassi.

Cuore di napalm di Clara Usón – Atmosphere Libri – 2020 € 18.00

Nel 1984 Fede ha appena compiuto tredici anni: non è più un bambino, non è ancora un adulto, è solo un problema. È scappato da suo padre e dalla matrigna, disposto a vivere intensamente emulando Sid Vicious. Ben presto capisce che il suo posto è con la madre, che non sa nulla dell’anno precedente. L’avventura si svolge in parallelo con quella di Marta, una pittrice pazza che vede dalle retrovie, con ironia e scetticismo, il mondo dell’arte e la possibilità di essere felice. Il lettore resta in sospeso con queste due storie collegate a un finale a sorpresa.
Deep blue. Storie di relitti e luoghi sommersi. Ediz. illustrata di Andrea Murdock Alpini – Addictions-Magenes Editoriale – 2020 € 25.00
Il libro racconta alcune delle più affascinanti immersioni condotte da Andrea ‘Murdock’ Alpini negli ultimi anni, tra relitti leggendari e luoghi inaspettati e unici al mondo. Con un corredo fotografico, ci accompagna in ogni fase della spedizione: la ricerca storica, la pianificazione, l’esplorazione, il rapporto con l’ambiente circostante. Il volume è diviso in tre parti e presenta oltre 20 relitti. La prima è dedicata a relitti affondati nei laghi alpini: Plinio (lago di Mezzola), France (lago di Annecy), FW58C (lago di Bourget) e la Gondola Lariana del lago di Como. La seconda mostra alcuni dei più bei relitti profondi del mar Ligure: il piroscafo Nina o ‘delle catene’, il cacciasommergibili UJ2208, il sommergibile tedesco U455, la maestosa Haven, la Bettolina Fluviale Armata AFP. La terza parte tratta l’esplorazione di relitti o luoghi insoliti come la miniera di Lavagna, Orda Cave negli Urali (il più grande sistema di grotte sommerse della Russia), la spedizione sull’HMHS Britannic (nave gemella del Titanic), la spedizione sul transatlantico italiano Motonave Viminale (conosciuta come l’ultima nave di Mussolini), e le spedizioni in Irlanda e nella baia di Scopa Flow in Scozia.

Il Paese dei suicidi di Miri Yu – Atmosphere Libri – 2020 € 16.00

«Voglio morire». Mone è un’adolescente all’inizio delle scuole superiori. Dovrebbe essere una ragazza come tante, ma la sua vita sembra andare a rotoli e non ha nessuno su cui contare. Una famiglia solo in apparenza. Il padre ha un’amante da anni e lei è l’ultima a scoprirne l’esistenza. La madre preferisce il fratello minore, Satoshi, e progetta di portarlo via con sé, lontano dalle radiazioni, lasciandola indietro. Un gruppo di amiche con cui ha un rapporto superficiale, di cui non sente di fare parte davvero. Il suo unico alleato è il cellulare che porta sempre con sé, grazie al quale può raggiungere il lato più oscuro di internet. Ciò che trova è un forum, una chat di morte dove individui di età e provenienza diverse, con le motivazioni più disparate, cercano dei compagni con cui togliersi la vita. Yodogawa, Namiki e Nana sono gli utenti anonimi che entrano a far parte del “Gruppo della fine”, i compagni che ha scelto per accompagnarla nel suo ultimo viaggio. Un cammino verso la morte che porterà Mone a entrare in contatto con aspetti di se stessa prima sconosciuti.
Gli schifosi  di Santiago Lorenzo – Blackie – 2020 € 18.60
Manuel accoltella un poliziotto per autodifesa. Scappa e si nasconde in un paesino abbandonato. Lì sopravvive grazie a romanzi tascabili, vegetali che recupera nei dintorni e una piccola spesa fatta al Lidl, che suo zio ogni tanto gli invia. Manuel scopre così che quanto meno possiede, di tanto meno ha bisogno. “Gli schifosi” è un thriller atipico, un “Robinson Crusoe” ambientato nel cuore della provincia desolata, una nuova definizione del concetto di austerità. Una storia che ci fa domandare se le uniche persone sane non siano quelle consapevoli che la società è malata.

Il fermaglio di perla. Il secolo dei giganti vol.3 di Antonio Forcellino – HarperCollins Italia – 2020 € 12.90

Febbraio 1519. La brezza mattutina sparge il suo soffio su Roma, avvolgendola in un’atmosfera incantata. Raffaello Sanzio passeggia assorto per via Giulia, lungo l’argine del Tevere, lasciandosi ispirare dai colori che si riflettono nell’acqua e nel cielo, che gli pare una tela color lapislazzuli, arricchita solo da una punta di viola. Agostino Chigi, il banchiere più ricco della città, lo ha convocato al suo servizio per dipingere la loggia di villa Farnesina, un palazzo sontuoso nel cuore di Trastevere, frequentato dai più noti artisti e intellettuali che vivono nell’Urbe. Proprio sotto la loggia si svolgerà presto il matrimonio tra Agostino e Francesca Ordeaschi, la bellissima cortigiana che è riuscita a conquistare il suo cuore e un posto d’onore tra gli scranni del potere. Ma la fantasia di Raffaello non è occupata soltanto dall’arte: è facile perdersi nei gorghi della passione, nella festa continua che si svolge tra i vicoli semibui e i palazzi nobiliari di Roma, e lui non è certo immune dal fascino delle donne che animano la città: Giulia Farnese, Felicia della Rovere, Vittoria Colonna, che tessono con grazia e abilità gli intrighi del tempo. Non sono loro però ad aver acceso il desiderio di Raffaello, ma un’umile e sensuale fanciulla, figlia di un fornaio di Trastevere. È lei la Fornarina, ritratta seminuda e lasciva in una tavola che sdegna e accende d’ira i prelati della Santa Sede. E la passione infiamma non solo Roma; dilaga oltre i confini d’Italia e divampa attraverso l’Europa fi no all’Impero Ottomano: Enrico VIII, Francesco I, il sultano Solimano I e Carlo d’Asburgo si contendono, tra scandali politici, intrighi sessuali e guerre di religione, la cupola del potere del mondo allora conosciuto. Con Il fermaglio di perla, terzo capitolo della saga Il secolo dei giganti, Antonio Forcellino, tra i maggiori studiosi di arte rinascimentale in Europa, ci regala un affresco indimenticabile di uno dei periodi più affascinanti di sempre: il Rinascimento. Oltre vent’anni di storia raccontati con passione e maestria, tra le città incendiate dalle battaglie e dagli scandali, e meravigliosamente ornate dalle più belle opere d’arte di sempre, che continuano ancora oggi a incantarci.

Il diario di Renia 1939-1942  di Renia Spiegel – Neri Pozza – 2020 € 19.00

«Ho solo voglia di un amico. Di qualcuno a cui poter parlare delle mie inquietudini e gioie quotidiane. Qualcuno che provi quel che provo io, che creda a quel che gli dico e non riveli mai i miei segreti. Nessuna persona potrebbe mai essere un’amica così, ed è per questo che ho deciso di cercare un confidente sotto forma di diario». Inizia così uno dei più straordinari e importanti documenti storici sulla Shoah, rinvenuto in una cassetta di sicurezza, dove è stato custodito per settant’anni. Pagine dense delle riflessioni di una ragazza, Renia Spiegel, nata il 18 giugno 1924 a Uhryn’kowce, nella Polonia sudorientale, da una famiglia ebrea di estrazione borghese. Nel settembre 1939, a seguito dell’invasione nazista della Polonia, Renia e sua sorella, Ariana, vennero separate dalla madre, rifugiatasi a Varsavia. Ospiti dei nonni a Przemys’l, mentre la guerra infuriava, Renia affidò al diario i suoi pensieri di adolescente folgorata dai primi amori e piena di speranze per il futuro, ma al contempo angosciata per la separazione forzata dai genitori e la morsa che, giorno dopo giorno, si stava stringendo attorno a lei e alla sua gente. Negli ultimi quarant’anni, i sopravvissuti alla Shoah che hanno pubblicato le loro memorie sono stati numerosi. I diari, tuttavia, sono altra cosa dalle memorie; poiché sono resoconti stilati sul momento, offrono immediatezza emotiva e permettono di ascoltare anche la voce di chi non è più tra noi. Mentre riportava sulla pagina i suoi sogni e le sue paure, Renia, nascosta clandestinamente in una soffitta insieme con altri ebrei, non poteva sapere che nel 1942 i nazisti avrebbero posto fine alla sua giovane vita con un colpo di pistola. Chi ha salvato il suo diario non ha certo potuto sottrarla a questo crudele destino, né concederle quell’avvenire in cui aveva riposto i suoi sogni, ma l’ha indubbiamente salvata dall’ulteriore sofferenza di essere dimenticata. Dense di toccante poesia e pervase dalla dolorosa tensione tra una realtà sempre più cupa e una straziante speranza nel futuro, queste pagine mostrano come preservare la memoria della Shoah sia, oggi più di ieri, un compito ineludibile.

Giulio fa cose di Paola Deffendi, Claudio Regeni, Alessandra Ballerini – Feltrinelli – 2020 €16.00

La scritta Verità per Giulio Regeni campeggia in molti edifici universitari, nei balconi più disparati delle città, ma questo atto dovuto di giustizia ancora non è stato compiuto. Ci pensano allora Paola Deffendi e Claudio Regeni con Giulio fa cose a restituire al figlio, assassinato il 25 gennaio 2016 al Cairo, una parvenza di verità, una realtà ancora assolutamente parziale perché le risposte non sono ancora state date e chissà quando arriveranno. Il governo egiziano non ha mai collaborato per la soluzione di questo omicidio e probabilmente la sua omissione è legata ad una colpevolezza non ammissibile. Anche l’Italia però non è ancora riuscita a portare a casa neppure una parvenza di spiegazione per quanto accaduto allo studioso Giulio Regeni, ragazzo friulano, laureato in Inghilterra, con un master a Cambridge e un dottorato ancora in corso nella stessa università. Qualcuno l’ha accusato di essere un agente segreto e che quindi nel suo percorso di spia sia da rintracciare la verità, ma l’unica cosa davvero tangibile è che Giulio stava studiando i movimenti sindacali e per questo si recò in Egitto alla ricerca di nuovi spunti. Perché allora è stato ucciso? In Giulio fa cose cercano di ricostruire la verità i genitori Paola Deffendi e Claudio Regeni, aiutati dall’avvocato Alessandra Ballerini e da un movimento giallo che continua a chiedere giustizia per Giulio e per tutti noi.

Rousseau  di Alberto Peratoner – Solferino – 2020 € 7.90

Jean-Jacques Rousseau, l’“antilluminista”, sottovalutato ed equivocato da molti intellettuali, e non solo nel
Settecento, è stato in realtà un pensatore molto in anticipo sui tempi. Nel periodo che segnava la
supremazia della ragione cartesiana, è stato il primo filosofo ad accordare, invece, il primato alle emozioni, all’intelletto sensibile, alla potenza istintiva dell’anima. Per questo Claude Lévi-Strauss lo ha riconosciuto come «il fondatore delle scienze dell’uomo», che sarebbero state sviluppate soltanto nel XX secolo. La sua critica ai guasti della civiltà, depurata dalle sue posizioni oltranziste emanichee, ha anticipato quella anarchica e socialista dell’Ottocento e prefigurato il pensiero romantico. La sua scoperta della natura è tornata al
centro del dibattito soltanto negli ultimi decenni del secondo millennio, in opposizione al fideismo nella scienza e nella tecnica.

Emarginati. Una storia d’amore di Susan M. Papp – Giuntina – 2020 € 18.00

Hedy Weisz, ebrea, e Tibor Schroeder, cristiano, si innamorano, ma in un mondo dove è proibito il matrimonio tra cristiani ed ebrei la realtà non può che spezzare il loro legame d’amore. La famiglia Weisz sarà trasferita nel ghetto di Nagyszollos e da là deportata ad Auschwitz. Anche la famiglia di Tibor verrà sradicata dalla propria terra d’origine e, per non soccombere, sarà costretta a vagare e disperdersi. Con grande sensibilità Susan M. Papp ci racconta una storia vera di amore e perdita, di coraggio e sacrificio, riportando in vita un mondo che, prima della barbarie, è vissuto con le sue speranze e i suoi amori, nel cuore dell’Europa.

La favola di Amore e Psiche. Testo latino a fronte di Apuleio – Feltrinelli – 2020 € 8.50

Comincia come ogni favola il racconto di Amore e Psiche, con un re e una regina e le loro tre figlie, tutte bellissime. Ma la grazia e lo splendore della più piccola, Psiche, sono talmente grandi da attirare le invidie di Venere: la dea della bellezza, per vendicarsi, decide di ricorrere all’aiuto di suo figlio Amore, a cui chiede di colpire Psiche con una delle sue infallibili frecce e di farla innamorare dell’ultimo degli uomini, il più vile e miserabile. Amore accetta, ma quando vede Psiche rimane così incantato dalla sua bellezza da distrarsi e pungersi con la freccia destinata alla ragazza, innamorandosi perdutamente di lei e portandola a vivere nel suo meraviglioso palazzo. A una condizione, però: che la sua amata rinunci a vederlo in viso. Ma una notte, istigata dalle sorelle invidiose, la ragazza cede alla curiosità e viola il patto. Paga duramente la colpa della disobbedienza ai precetti divini, ma infine, superate tutte le prove cui è sottoposta, viene accolta fra gli dèi e diviene immortale. La favola di Amore e Psiche è il racconto dell’Anima che dopo errori, sofferenze ed espiazioni, ritrova la piena felicità immortale; la storia senza tempo dell’amore fra gli dèi e gli uomini; la favola della curiosità e dell’invidia, dell’umano che travalica i limiti della propria mortalità, segnando un passaggio di confine inimmaginabile. Postfazione di Alessio Torino.

Un apprendistato o il libro dei piaceri di Clarice Lispector – Feltrinelli – 2020 € 8.50

Una storia d’amore positiva, in cui gli unici due protagonisti vanno in cerca di una vita vissuta insieme, nel dolore e nel piacere. Ma lei non è matura per questa nuova dimensione, così si isola, diviene l’osservatorio di se stessa e, attraverso lo studio delle reazioni che il sentimento le fa nascere, cresce e diventa donna. L’amore di donna che si trasforma in parola.

L’ uomo che salvò la bellezza di Francesco Pinto – HarperCollins Italia – 2020 € 18.00

Rodolfo Siviero ha ventisette anni quando, nel 1938, viene spedito in Germania: lo mandano a fare la spia. La sua destinazione è Erfurt, una cittadina educata e pulita, al centro della nazione tedesca. Scoprirà cosa c’è dietro lo splendore della nuova Germania nazista, i suoi attori senza trucco e cerone e l’orrore che si nasconde a pochi chilometri dalla piccola capitale della Turingia. Lì conoscerà una donna bellissima e pericolosa, uno strano professore e il piano di Hitler e dei suoi gerarchi di impadronirsi di tutta l’arte europea per trasferirla nel cuore del nuovo impero. Firenze, con il suo Rinascimento custodito nella Galleria degli Uffizi, è tra le prede più importanti. Nei mesi cupi della guerra Siviero combatterà, nella sua città, con un pugno di uomini che si opporranno all’esercito tedesco e alla brutalità della potenza del Reich. Per provare a batterli sarà violento, doppiogiochista, astuto e spregiudicato, e per difendere l’arte italiana pagherà un prezzo altissimo.
Ispirato a una storia vera, il romanzo di un grande eroe italiano.

Eugenia di Lionel Duroy – Fazi – 2020 € 19.00

Eugenia è cresciuta a Iasi, centro culturale cosmopolita e raffinato, dove però, così come nel resto della Romania degli anni Trenta, gli ebrei iniziano a essere malvisti. Lo stesso accade nella famiglia di questa giovane studentessa di Lettere: sia i genitori che il fratello maggiore di Eugenia si lasciano contagiare dai pregiudizi razziali. Quando lo scrittore ebreo Mihail Sebastian, invitato per una conferenza all’università, viene violentemente aggredito da alcuni militanti di estrema destra, soltanto la ragazza si schiera in sua difesa; colpita da un’improvvisa presa di coscienza, che le apre gli occhi di fronte al pericoloso espandersi dell’odio razziale, si trasferisce a Bucarest, dove ritrova Mihail e finisce per innamorarsene. Mentre il malinconico scrittore, impegnato a confrontarsi con il suo ruolo di intellettuale nel contesto dell’antisemitismo crescente, è esposto a rischi sempre maggiori, Eugenia è determinata a opporsi alla barbarie e a difendere i suoi ideali di libertà: cercando di sopravvivere in un paese sconvolto dalla guerra arriverà a comprendere che l’unico modo per combattere il male è ricercarne l’origine. Sullo sfondo di una nazione contraddittoria e affascinante, questo romanzo vede intrecciarsi magistralmente la grande storia del secondo conflitto mondiale e le vicende intime dei suoi personaggi. Traendo ispirazione dalle voci degli intellettuali che animarono la scena culturale dell’epoca, in particolare quella del brillante scrittore romeno Mihail Sebastian, Lionel Duroy firma un libro appassionante e profondo: accuratissimo nella ricostruzione storica, al tempo stesso Eugenia invita il lettore a porsi gli stessi interrogativi che qui animano la riflessione sull’origine del male portata avanti dalla protagonista, riflessione oggi più che mai necessaria.

Il sale della terra di Jeanine Cummins – Feltrinelli – 2020 € 18.00

Dici Acapulco e pensi a spiagge di sabbia finissima, mare cristallino e palme accarezzate dalla brezza. Ma oggi la perla del Pacifico è molto diversa dall’immagine da cartolina usata per attirare i turisti. Il narcotraffico si è insinuato in città e gli omicidi sono all’ordine del giorno. Ad Acapulco vive Lydia, che si divide tra il lavoro in libreria e la famiglia: il marito Sebastián, giornalista, e il figlioletto Luca, otto anni e un’intelligenza fuori dal comune. Quello che Lydia non si aspetta è che la sua esistenza venga sconvolta improvvisamente, quando un commando di uomini armati irrompe alla festa di compleanno della nipote e stermina i suoi cari. Nascosti in bagno, solo Lydia e Luca si salvano dalla carneficina, e per loro inizia una fuga estenuante. Rimanere in Messico equivale a morte certa, ma per non farsi rintracciare dal boss che ha ordinato il massacro bisogna evitare le strade più battute e i normali mezzi di trasporto. Così, a madre e figlio non resta altro che prendere la via dei migranti. Questo significa anche salire sulla Bestia, il treno merci su cui si salta al volo rischiando di finire stritolati. Affrontano così la difficile traversata del deserto, conoscono altri migranti, alcuni disposti ad aiutarli, altri pronti ad approfittarsi di loro, cercando disperatamente di conservare la propria umanità in un’esperienza che di umano ha ben poco. Ma è davvero possibile raggiungere il confine? I sicari li troveranno? E cosa ha scatenato la furia del boss che li vuole morti?

Storia universale dell’infamia di Jorge L. Borges – Adelphi – 2020 € 10.00

Simile a un enciclopedista cinese, Borges volle accostare una sequenza di destini tenebrosi come altrettanti «esercizi di prosa narrativa». Il tono è quello, impassibile, di chi intende «raccontare con lo stesso scrupolo le esistenze degli uomini, siano stati divini, mediocri o criminali», e ritrovarle tutte in una pura «superficie di immagini». Ma chi cercasse in questi ritratti dati certi e attendibili si ingannerebbe. Ispiratore occulto è qui Marcel Schwob, che nelle sue «Vite immaginarie» inventava le biografie di uomini «che erano realmente esistiti ma di cui non si sapeva pressoché nulla». Procedimento che in Borges si inverte: «leggevo la vita di un personaggio conosciuto e la deformavo e falsificavo deliberatamente secondo la mia fantasia». Con la sua usuale sprezzatura, Borges definì una volta queste storie «l’irresponsabile gioco di un timido». Di fatto erano il primo gioiello di una nuova specie di letteratura.
Uova gourmand. Tante idee per torte, frittate e crespelle Gribaudo – 2020 € 6.90
Il meglio della cucina vegetariana: tante delizie a base di verdure, cereali, legumi, uova e formaggi per gustare tutto il sapore di uno stile di vita sano, che fa bene all’uomo e all’ambiente. Scegliete i vostri piatti preferiti tra ricette genuine ed equilibrate che spaziano dai grandi classici alle nuove tendenze, senza mai rinunciare al gusto: cannoli di frittatina con ricotta e asparagi, crêpe con mele e cipolle, crêpe con mousse al cioccolato, crespelle di farro con cipollotti e patate, frittata al forno con formaggio di capra e bietole, frittata con la mentuccia, frittelle caramellate all’arancia, sformato di carciofi, soufflé al cioccolato, strudel di frittata con ricotta ed erbe aromatiche, torta Pasqualina, uova di quaglia con tartufo, waffle con frutti di bosco…

Salse e sughi vegetariani Gribaudo – 2020 € 6.90

Il meglio della cucina vegetariana: tante delizie a base di verdure, cereali, legumi, uova e formaggi per gustare tutto il sapore di uno stile di vita sano, che fa bene all’uomo e all’ambiente. Scegliete i vostri piatti preferiti tra ricette genuine ed equilibrate che spaziano dai grandi classici alle nuove tendenze, senza mai rinunciare al gusto: bocconcini di soia con crema di anacardi, coulis di mirtilli, fajitas con tofu, verdure e salsa chimichurri, filetto di mopur con salsa al vino rosso, funghi e scalogni, lasagne agli asparagi con besciamella al limone e anacardi, muffin cioccolato e barbabietola con confettura di fragole, pan di Spagna alla mela con crema al rum, panna vegetale, ravioli al limone con pesto di nocciole e basilico, zighinì eritreo…

Tutta la carica di semi e frutta secca Gribaudo – 2020 € 6.90

Il meglio della cucina vegetariana: tante delizie a base di verdure, cereali, legumi, uova e formaggi per gustare tutto il sapore di uno stile di vita sano, che fa bene all’uomo e all’ambiente. Scegliete i vostri piatti preferiti tra le ricette genuine ed equilibrate che spaziano dai grandi classici alle nuove tendenze, senza mai rinunciare al gusto: biscotti salati al pepe e semi di sesamo nero, crema di lenticchie rosse con croccante ai semi, insalata di cavolo cappuccio e semi di canapa, involtini di melanzana con ricotta di soia, pomodori secchi e pinoli, mousse di avocado al cioccolato e noci, ravioli ripieni di zucca e noci con pesto al prezzemolo, salame di cioccolato con nocciole e bacche di goji, tarte tatin di cavolfiore con semi di sesamo nero…
Voglio una vita 100% green. Cambia le tue abitudini per cambiare il mondo di Jérémie Pichon, Bénédicte Moret – Sonda – 2020 € 18.00
Non possiamo più sottovalutare l’emergenza climatica. Cambiare abitudini non è una moda passeggera, ma una necessità. Si può e si deve. Si, ma come? Ce lo spiegano Jérémie Pichon e Bénédicte Moret, la Famiglia Zero Rifiuti (o quasi), in questa guida pratica, completa e divertente: dagli interventi sulla casa al lavoro, dai trasporti alla gestione del risparmio, passando per l’alimentazione e il tempo libero, la rivoluzione comincia da noi! Con un’analisi approfondita dei costi e dell’impatto sull’ambiente di ogni nostra azione quotidiana, basata sulle ricerche e i dati più recenti, gli autori ci indicano come ripensare alle nostre priorità e dare il via a una reale transizione ecologica, che coinvolga tutta la famiglia. Introduzione di Lucia Cuffaro.

Selfie. Sentirsi nello sguardo dell’altro di Giovanni Stanghellini – Feltrinelli – 2020 € 18.00

Ogni giorno facciamo esperienza del nostro corpo in modi diversi. Possiamo “sentirlo” propriamente, senza alcuna mediazione: la carne è l’oggetto di questo sentire. Oppure lo “vediamo” dall’esterno, come quando guardiamo la nostra immagine riflessa allo specchio. L’equilibrio fra queste due modalità è la condizione ideale per sentire le nostre emozioni, che ci radicano in noi stessi e nel mondo. È così che si costituisce l’identità. Tuttavia, la nostra è un’epoca in cui il tempo vissuto diventa sempre più frammentato; il nostro universo somiglia sempre più a una sequenza sincopata di eventi isolati. Improvvisamente, spiega Giovanni Stanghellini, la vista è divenuta il senso che meglio degli altri si accorda alla frammentazione del mondo. Con la profondità dello sguardo clinico, Stanghellini esplora una nuova modalità di fare esperienza del corpo: siamo in grado di sentirlo solo quando è oggetto dello sguardo altrui. Il selfie è un sintomo eloquente del nostro tempo. E la sproporzione che il selfie mette in luce è la stessa dalla quale scaturiscono l’anoressia e i disturbi del comportamento alimentare. Sviluppare un rapporto diretto, singolare e necessariamente complesso con il nostro corpo, con la carne, è sempre più difficile. Una guida per riconoscere il rapporto mediato e posticcio con la nostra immagine e ritrovare l’esperienza dell’intimità con noi stessi.

Il testamento Donadieu di Georges Simenon – Adelphi – 2020 € 13.00

«Un doppio colpo di pistola suggella la fine del romanzo, e con un’ultima scena magistrale, il doppio funerale alla Rochelle, si conclude Il testamento Donadieu. Lasciando sempre più persuaso il lettore che lo ha divorato, che non ha visto mai un aggettivo sbagliato, una parola di troppo, che ha girato sempre la pagina con frenesia per andare avanti, che effettivamente Simenon è… uno dei grandi del secolo.» (Giorgio Montefoschi)

The ghost bride. La sposa fantasma di Yangsze Choo – HarperCollins Italia – 2020 € 19.00

Una sera mio padre mi chiese se volessi diventare una sposa fantasma… Malesia, 1893. È una serata afosa e la giovane Li Lan siede nello studio del padre nel tentativo di rallegrarlo. Spirali di fumo si innalzano lente dalla pipa da oppio dell’uomo che, seduto nella sua poltrona di vimini, si lascia andare al vizio che li ha condannati alla bancarotta. I Pan erano una famiglia benestante della ricca città portuale di Malacca, ma da quando il vaiolo si è portato via la madre e ha lasciato sfigurato il padre, Li Lan sa di avere poche prospettive per il futuro. Improvvisamente suo padre, risvegliatosi dal torpore, le fa una strana richiesta. La ricca e potente casata Lim l’ha scelta come sposa per il loro primogenito, Lim Tian Ching, morto in circostanze misteriose. Si tratterebbe dunque di un “matrimonio fantasma”, di quelli che si celebravano quando una famiglia desiderava placare uno spirito inquieto. L’unione potrebbe garantire una casa e una posizione di privilegio a Li Lan per il resto della vita, ma il prezzo da pagare sarebbe terribile. Lei sa che da questa scelta dipende il futuro della sua famiglia, eppure nel profondo del cuore sente che non deve accettare. Dopo una semplice visita di cortesia nella nobile dimora dei Lim, Li Lan comincia a essere perseguitata nel sonno dallo spirito del promesso sposo. Notte dopo notte viene trascinata contro la sua volontà nel paese delle ombre, un mondo parallelo fatto di città fantasma e demoni assetati di vendetta, schiacciato da una mostruosa e ineluttabile burocrazia. È qui che il ricco e borioso Lim Tian Ching la aspetta e non intende lasciarla andare. Eppure è solo qui che Li Lan può liberarsi dal maleficio: deve scoprire i segreti più oscuri della famiglia Lim, ma anche di suo padre. E deve farlo in fretta, prima di rimanere intrappolata nell’Oltretomba per sempre… _ e Ghost Bride è un debutto incredibile che ha stregato pubblico e critica, diventando un bestseller del New York Times. Premiato dai librai indipendenti come libro dell’anno, è stato tradotto in oltre quindici paesi e ha ispirato l’omonima serie originale Netflix. Una storia piena di mistero e magia, che conduce il lettore in un mondo leggendario e indimenticabile.

L’ umanità in pericolo. Facciamo qualcosa subito di Fred Vargas – Einaudi – 2020 € 17.00

FRED VARGAS Noi, la gente, per salvare il pianeta e l’umanità possiamo fare tantissimo. Dobbiamo sovvertire gli equilibri mondiali e le grandi lobby responsabili della catastrofe. Noi, la gente, possiamo farlo. Adesso. «Un saggio sul riscaldamento globale che non lascia spazio ai dubbi». Paris Match «Un libro di furiosa necessità». Le Monde FRED VARGAS è ricercatrice di archeozoologia presso il Centro nazionale francese per le ricerche scientifiche (Cnrs). È l’autrice della celebre serie poliziesca con protagonista il commissario Adamsberg. Per anni, le élite politiche e finanziarie hanno nascosto la verità. Senza una drastica riduzione delle emissioni di CO2, entro il 2100 fino al 75% degli abitanti del pianeta potrebbe essere annientata da ondate di calore. Cambiare non è solo auspicabile, spiega Fred Vargas, ma necessario. Dobbiamo modificare la nostra dieta per incidere sempre meno sul cambiamento climatico; ridurre drasticamente la produzione di rifiuti e passare all’energia pulita. Lavorando insieme, riflettendo e immaginando soluzioni, l’umanità può ancora cambiare rotta e salvare sé stessa e il pianeta.
Ultima fermata Auschwitz. Come sono sopravvissuto all’orrore 1943-1945 di Eddy De Wind – Rizzoli – 2020 € 18.00
Sul finire del 1944 i tedeschi stanno abbandonando Auschwitz, mentre l’Armata Rossa si avvicina. Portano con sé gran parte dei prigionieri rimasti, forzandoli in estenuanti marce verso i lager della Germania. Per sfuggire a quel destino, Eddy de Wind si nasconde in una delle baracche, sotto un cumulo di vestiti; Friedel, sua moglie, non ha il coraggio di imitarlo. Di lì a qualche giorno Eddy trova un taccuino abbandonato e comincia a scrivere la sua storia.Lui e Friedel si sono conosciuti nel campo di transito di Westerbork, nei Paesi Bassi. Giovani e in salute, i due erano stati messi al lavoro: Eddy come medico, Friedel come infermiera. Si erano frequentati, innamorati e sposati sempre all’interno del campo, ma quella parentesi di relativa pace non era destinata a durare. Caricati sui convogli della morte, erano stati anche loro trasferiti ad Auschwitz. Sopravvissuti alla prima selezione, si erano ritrovati di nuovo a lavorare nelle infermerie del campo, ma questa volta divisi. Eppure, persino lì sono riusciti a mantenere una qualche forma di comunicazione, scambiandosi di nascosto brevi lettere d’amore, stringendosi in abbracci fugaci quanto illegali e resistendo fino all’ultimo. Quella di Eddy e Friedel è una vicenda autentica, una ricostruzione fedele scritta «a caldo» da dietro al filo spinato del lager. Una storia in cui il racconto delle atrocità quotidiane – il timore nei confronti delle SS, gli abusi, le umiliazioni, l’abbrutimento, l’agonia propria e altrui – è venato da una flebile ma tenace speranza: quella di un amore che non smette di lottare anche in un simile scenario di sofferenza e morte. Un documento imprescindibile, per mantenere in vita il ricordo di ciò che non possiamo dimenticare.

Il cane e il filosofo. Lezioni di vita dal mondo animale di Leonardo Caffo – Mondadori – 2020 € 18.00

«Gli manca solo la parola.» È questo che dicono di Pepe, il cane di Edo, quando lo osservano. Con un pizzico di presunzione antropocentrica pensano di capirlo e credono che lui possa provare invidia per la condizione umana, così eretta e loquace. Ma come si può entrare nella mente dell’altro e raccontarne i pensieri, le paure e i desideri, senza necessariamente inquinarli con la propria prospettiva? Edo lo sa, lo sa benissimo, che non potrà mai fare proprio il punto di vista dell’adorato Pepe. Eppure ci prova, lo legge, lo studia, lo interpreta, e attraverso quello sguardo, così limpido e lucido, vede se stesso. Lui e Pepe sono inseparabili, sono la mente e la forza l’uno dell’altro. La loro giovinezza trascorre nel calore selvaggio di Catania, tra scuola, compiti e corse nel parco. In quelle pigre giornate siciliane felicità e spontaneità sono la stessa cosa, facili da afferrare come una pallina lanciata sul prato. Fino a che la vita non si mette in mezzo, sotto forma di università prima e di lavoro poi, e porta Edo lontano, nella fredda Milano, poi ancora più lontano, a Torino. È allora che Pepe smette di essere solo un cane e diventa la giovinezza, la Sicilia, la felicità, tutto ciò che Edo si è lasciato alle spalle. Gli imperativi umani sovrastano e schiacciano i suoi desideri più essenziali, alla leggerezza del gioco subentrano l’ambizione, il senso del dovere, la carriera, la vita diventa un affare complesso e stratificato. Per fortuna c’è la filosofia, a far ordine in questo caos. Un sostegno necessario, ma è sufficiente? Chissà cosa direbbe Pepe se potesse parlare. Intanto parla Edo, interroga i filosofi, si appropria dei loro pensieri rielaborandoli, rincorre a braccia tese il senso della vita e del tempo. Eppure l’unica voce che continua a toccare le corde giuste, quelle più fragili e autentiche, è quella di Pepe. È così che il cane diventa «un varco verso tutte le altre creature» e il filosofo «la cassa armonica della loro storia», il primo un filosofo, il secondo un «animale qualsiasi». I ruoli si scambiano, le prospettive si confondono e nel farlo si potenziano. Ognuno di noi ha un Pepe, rannicchiato accanto, dentro, o tutto intorno, a sussurrarci la via, spesso con il linguaggio più semplice, quello che non ha bisogno di lessico e sintassi per esprimersi. Riconoscerlo, ascoltarlo, seguirlo, non è facile, Edo ci prova da tutta una vita, perché «imparare a guardare gli animali significa imparare a muoversi insieme a loro, darsi pace con loro». E forse, solo quando dirà addio al Pepe in carne e ossa, col cuore pieno di dolore, riuscirà a farlo davvero.
Il tempo è un bastardo di Jennifer Egan – Mondadori – 2020 € 13.50
Bennie Salazar è un ex musicista punk e ora discografico di successo; Sasha è una giovane donna dal passato tormentato ma piena di passione che Bennie sceglie come assistente. Tra San Francisco e New York, passando per l’Italia e il Kenya, dagli anni Settanta a oggi, e fino al prossimo futuro, le tredici storie che compongono Il tempo è un bastardo mettono in scena una serie indimenticabile di coprotagonisti i cui percorsi di vita intersecano quelli di Bennie e Sasha. Scandito da una pulsante colonna sonora, Il tempo è un bastardo è un grande romanzo che parla di ricordi, affinità, autodistruzione e redenzione.

Diari a confronto. Anna Frank, Etty Hillesum di Enzo Romeo – Ancora – 2020€ 25.00

I testi più toccanti di due vittime della Shoah: Anna Frank e Etty Hillesum: “Diari a confronto” e “Pagine mistiche”. I due volumi sono contenuti in un cofanetto speciale per la Giornata della Memoria.

La campana in fondo al lago di Lars Mytting – DeA Planeta Libri – 2020 € 18.00

Norvegia, 1879. Nel piccolo villaggio di Butangen sorge una chiesa dalla bellezza austera e sublime. È un’antica stavkirke, interamente costruita in legno e intrisa di memoria, di leggende e di magia. È qui – tra i banchi spolverati di neve e un freddo capace di gelare il midollo – che un tempo si poteva ammirare l’ultimo arazzo tessuto dalle dita instancabili di Halfrid e Gunhild Hekne, gemelle siamesi unite “per la pelle” dalla vita in giù. Ed è sempre qui che le campane realizzate dal padre in loro onore rintoccano da sé, misteriosamente, ogni volta che una minaccia incombe sulla valle… Fino al giorno in cui il nuovo pastore decide di disfarsene nel nome del progresso e delle proprie ambizioni. Ma il reverendo non ha fatto i conti con Astrid Hekne, indomita discendente di Halfrid e Gunhild, disposta a tutto, anche all’inganno, pur di difendere le “sue” campane e sfuggire a un futuro che sembra già scritto. Intreccio di storie, epoche e destini, “La campana in fondo al lago è un omaggio vibrante allo “stupore dei tempi andati” e al fascino di una terra aspra e bellissima.

Storia di Sergio di Andra Bucci, Tatiana Bucci, Alessandra Viola – Rizzoli – 2020 € 14.90

Sergio ha sei anni quando un giorno la sua vita cambia per sempre. La Seconda guerra mondiale è in corso, suo padre è stato fatto prigioniero e lui e la mamma decidono di trasferirsi da Napoli a Fiume per stare insieme alla nonna, agli zii e alle cugine Andra e Tati. Lì credono di essere più al sicuro, invece una notte arrivano i rastrellamenti e vengono portati via. Inizia così il viaggio che condurrà Sergio a separarsi dalla sua famiglia e a vivere una vita completamente nuova nei campi di concentramento di Auschwitz Birkenau e Neuengamme. In entrambi questi campi esistono dei kinderblok, baracche in cui vengono alloggiati i bambini che verranno usati per gli esperimenti medici dei nazisti. Sergio è uno di loro, ma è anche un bambino coraggioso che non si perde mai d’animo. Sua madre gli ha trasmesso un irrimediabile ottimismo che lo sostiene anche nei momenti più difficili. Il suo unico obiettivo adesso è ricongiungersi a lei e per questo farebbe qualsiasi cosa…

Quaderno a cancelli di Carlo Levi – Einaudi – 2020 € 21.00

Torna, restaurata filologicamente, l’opera piú strana, ma forse per questo tanto affascinante, di Carlo Levi: diario ospedaliero, autobiografia, libro di sogni e riflessioni a 360 gradi. Levi la scrisse nel 1973 in condizione di cecità, quando era in clinica per un doppio intervento alla retina. Per questo si fece fare un quaderno con una griglia metallica che lo aiutava a tenere allineata la scrittura (da cui il titolo). La malattia e la percezione di una fine non lontana lo portavano a ripercorrere ricordi di infanzia che si intrecciano però con i sogni, in una situazione in cui notte e giorno, sonno e veglia, non avevano molte distinzioni. Il libro uscì postumo nel 1979. Ora viene riproposto recuperando alcune parti perdute e l’ordinamento originario d’autore. Il Quaderno non è un’opera progettata a tavolino, nasce piuttosto da una prassi quotidiana volta a esorcizzare con la luce della scrittura il buio della malattia. Le stesse condizioni materiali in cui versa l’autore orientano più che mai l’opera, a tal punto che in alcuni passaggi le carte manoscritte attestano come egli si sia addormentato scrivendo, cosí come al contrario altre volte si sia risvegliato e abbia prontamente appuntato un sogno. Il carattere diaristico e quotidiano dell’opera si mescola allo sguardo onirico e interiore a cui lo costringe la cecità. In molti suoi romanzi, Levi intreccia una componente finzionale a eventi della propria biografia, e il risultato di questo impasto ha talvolta ingenerato equivoci circa lo statuto delle sue opere. Anche il Quaderno non si sottrae a tale caratteristica, qui tuttavia i dati concreti sono davvero esigui: l’operazione, il ritorno a casa, una seconda operazione in aprile e il successivo periodo di convalescenza sono parti della cornice entro cui sprofonda l’abnormità del mondo onirico, vero tratto distintivo di questo diario che non deve essere necessariamente letto pagina per pagina, ma che può anche essere attraversato con incursioni trasversali. dalla prefazione di Riccardo Gasperina Geroni Carlo Levi nasce a Torino nel 1902 in un famiglia della buona borghesia ebraica (la madre era sorella di Claudio Treves, uno dei leader socialisti riformisti). Nel 1918, poco dopo la fine della guerra, incontra Piero Gobetti e, per quanto molto giovane, inizia a frequentare il suo gruppo. Nel 1922 pubblica il suo primo articolo sulla «Rivoluzione liberale». Allievo di Casorati, nel 1924 partecipa alla Biennale di Venezia con un quadro. Nello stesso anno si laurea in medicina. Nel 1929 prende parte al movimento pittorico «dei Sei» di Torino. Aderente a «Giustizia e Libertà», nel 1935 viene arrestato e inviato al confino in provincia di Matera. Da questa esperienza nel 1945 pubblica Cristo si è fermato a Eboli . Nell’immediato dopoguerra dirige «L’Italia libera», organo del Partito d’Azione, e successivamente collabora con molti altri giornali. Contemporaneamente proseguono anche le attività di pittore e di scrittore ( L’orologio , 1950; Le parole sono pietre , 1955; Il futuro ha un cuore antico , 1956; La doppia notte dei tigli , 1959; Tutto il miele è finito , 1964). Nel 1963 viene eletto al Senato come indipendente nelle liste del Pci. Rieletto nel 1968. Gravemente malato di diabete, muore a Roma nel 1975.

Gli incendiari di R. O. Kwon – Einaudi – 2020 € 18.50

Gli incendiari è il romanzo capolavoro di R.O. Kwon, nata in Corea del Sud e cresciuta negli Stati Uniti. Da diversi punti di vista viene raccontato il concetto di fuoco e di incendio e a descriverlo sono i differenti personaggi, ognuno pronto ad incendiarsi per qualcosa o per qualcuno. L’amore, il fondamentalismo e l’ideologia hanno la stessa radice. Questo vuole raccontare l’autrice di questo romanzo dove il fuoco è qualcosa che incita a fare qualcosa o che conduce verso la passione più assoluta. Will guarda Phoebe allontanarsi sempre di più e avvicinarsi a John Leal, capo di una setta religiosa del college, la Jejah. John Leal è cresciuto al confine con la Cina, aiutando i nordcoreani a fuggire dalla Corea del nord. Poi, però, un giorno viene arrestato dalle autorità di Pyongyang e si fa alcuni mesi in un campo di prigionia, torturato e costretto ad assistere a violenze inimmaginabili. Per questo tanti anni dopo John, tornato in America, crea un gruppo di preghiera nel college e si prende cura di Phoebe, che voleva diventare una pianista come avrebbe voluto sua madre, ma dopo la sua morte non riesce ad uscire da quel lutto. I personaggi di Gli incendiari si sfiorano, convinti di appartenere ad un microcosmo in cui il fuoco è qualcosa che vibra dal profondo e conduce ad universi inimmaginabili e l’autrice R.O. Kwon li descrive con una passione che non ha eguali.

Il pericolo di un’unica storia di Chimamanda Ngozi Adichie – Einaudi – 2020 € 7.00

Chimamanda Adichi è una voce autorevole della letteratura anglofona africana e in Il pericolo di un’unica storia si batte ancora una volta contro i pregiudizi e gli stereotipi. A single story, come la definisce Chimamanda, è la tendenza a dimostrare costantemente un paese solo in base ad una caratteristica o ad una cosa fino a che quel Paese o popolazione non diventa davvero quella cosa o caratteristica. Questo fattore è anche legato alla questione del potere e di come questo condizioni le relazioni e di come le notizie vengano narrate fino a che una storia non appartiene ad un paese. Il problema che sottolinea questo concetto è che insistendo solo sugli aspetti negativi dell’esperienza umana di un popolo allora la si riduce appiattendola e rubando la dignità agli individui di quel popolo o paese. Nascono così i pregiudizi e la difficoltà di credere che una ragazza nigeriana possa ascoltare Mariah Carey e non semplice musica tribale. Quando Chimamanda si trasferì negli Stati Uniti rimase infatti scioccata dalla reazione dei suoi compagni di corso che erano stupiti che una ragazza nigeriana sapesse parlare l’inglese e avesse gusti letterari, musicali e cinematografici simili ai loro perché nel loro stereotipo in Africa c’erano guerra e Aids e tutti conoscevano “una sola storia” di quel continente. In Il pericolo di un’unica storia Chimamanda Adichi cerca di farci capire come sia necessario guardare le cose da più prospettive e non credere mai all’esistenza di una sola verità.