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Il veliero sul tetto. Appunti per una clausuraIl veliero sul tetto. Appunti per una clausura di Paolo Rumiz – Feltrinelli – 2020 € 13.00

Nel vuoto della quarantena, la bora pulisce l’aria, il mondo è sfebbrato, respira. La casa miagola, geme, rimbomba come un pianoforte pieno di vento mentre la città stessa vibra come un sismografo su linee di faglia. E un mattino Rumiz sale per una botola fin sul tetto, che diventa il suo veliero. Lì il suo sguardo si fa aeronautico, gli spalanca la visione della catastrofe e allo stesso tempo del potenziale di intelligenza e solidarietà che può ancora evitarla. Gli svela un’Europa col fiato sospeso, dai villaggi irlandesi alle isole estreme delle Cicladi, dalle valli più segrete dei Carpazi al lento fluire della Neva a Pietroburgo. Milioni di persone che vegliano, incerte sul loro futuro. Gli affetti veri sono resi più vicini dalla forzata lontananza, e si scrive a chi si ama come soldati in trincea, mentre il virus accelera la presa d’atto di un processo che obbliga a riprogettare il proprio ruolo di cittadini in un mondo diverso. Della clausura Paolo Rumiz tiene un diario che entra sotto la pelle della cronaca, per restituirci il cuore di una grande mutazione, al termine della quale non saremo più gli stessi.

La magia del ritornoLa magia del ritorno di Nicholas Sparks – Sperling & Kupfer – 2020 € 19.90

Nicholas Sparks ci incanta ancora una volta con un romanzo toccante che parla di resilienza e rinascita, verità che cambiano il corso del destino e sentimenti capaci di riportarci a casa: quel luogo magico dove il cuore trova pace. Per Trevor Benson, i più bei ricordi d’infanzia sono legati alle estati trascorse a New Bern, nel North Carolina, dove il nonno gli ha insegnato a pescare, a prendersi cura delle api, e ha provato a spiegargli cosa vuol dire innamorarsi. È a lui che il nonno, recentemente scomparso, ha lasciato in eredità la vecchia casa di legno accanto al fiume, ed è proprio lì che Trevor decide di trasferirsi temporaneamente prima di iniziare una nuova vita. Rimasto gravemente ferito in Afghanistan, ha infatti dovuto abbandonare la professione di chirurgo e trovare una nuova strada. Se i segni sul corpo sono quasi spariti grazie a una lunga serie di interventi, nulla può cancellare però le ferite dell’anima.In quell’estate sospesa tra un capitolo e l’altro della sua esistenza, due incontri inattesi giungono a sorprenderlo: quello con Callie, una ragazzina inquieta e sfuggente che sa qualcosa sulle circostanze misteriose della morte di suo nonno, ma è restia a dirgli la verità; e quello con Natalie, una giovane ed enigmatica poliziotta per la quale Trevor sente nascere un sentimento profondo, ma che sembra avere paura d’amare. Avvolto da una rete di segreti che non riesce a districare, Trevor decide di fidarsi dell’istinto, come gli consigliava sempre il nonno, e intraprende così una ricerca che lo porterà a cogliere il significato più profondo dell’amore e del perdono e lo ricondurrà al centro esatto del suo cuore. Perché a volte, per andare avanti, è necessario ritornare al punto in cui tutto è cominciato.

Storia di una ragazza ribelle di Carmen Aguirre – Nuova Editrice Berti – 2020 € 18.00

Nel 1973, a soli sei anni, Carmen Aguirre lascia il Cile con la famiglia per scappare alle violente repressioni di Pinochet. Cinque anni dopo, quando la madre e il patrigno Bob decidono di ritornare in Sud America per unirsi alla resistenza armata, Carmen e sua sorella li seguono, iniziando una pericolosa esistenza da giovani ribelli. In questo memoir mozzafiato e meravigliosamente scritto, Carmen Aguirre racconta la sua giovinezza avventurosa e l’ancor più difficile lotta per conciliare l’impegno politico e i normali desideri di un’adolescente in cerca della propria identità. Senza rimpianti o rivendicazioni, ripercorre la storia di una madre forte che ha scelto di essere una rivoluzionaria, e ha voluto portare le sue due figlie ancora piccole con sé: una testimonianza personale e appassionata per non dimenticare l’orrore delle dittature sudamericane dei primi anni Ottanta.

La casa dei Gunner di Rebecca Kauffman – Sur – 2020

€ 17.50
Alice, Jimmy, Lynn, Mikey, Sam e Sally: da bambini erano inseparabili. Avevano trovato scampo alla solitudine e alla noia di una periferia depressa nel nord dello stato di New York – e spesso da difficili situazioni familiari – prendendo possesso di una casa abbandonata e facendone il quartier generale delle loro avventure. A sedici anni, però, di colpo e senza spiegazioni, Sally ha tagliato i ponti col resto del gruppo, che di lì a poco si è sfaldato. Più di dieci anni dopo, gli altri cinque amici si ritrovano proprio al funerale di Sally, a interrogarsi sul motivo del suo suicidio, a fare i conti con i segreti del passato, a riannodare i fili dell’affetto fortissimo che ancora li unisce, al di là delle differenze di indole e della propria storia personale.

La tua bellezza di Sahar Mustafah – Marcos y Marcos – 2020 € 18.00

Un uomo armato entra in un liceo femminile islamico e stermina ragazze innocenti. È americano, è bianco; il fucile automatico l’ha comprato online. Afaf è la preside del liceo, una palestinese a Chicago, sradicata dalla sua terra. Dallo stanzino dove si era ritirata a pregare, sente gli spari e si prepara all’impensabile. Nel tempo vorticoso dell’attesa, risente le note struggenti dell’oud che il padre suonava la sera, i profumi prelibati della cucina di sua madre; rivive lo strappo di una sorella scappata di casa, l’amore per il fratellino Majid. Mentre Afaf lottava per affermare la propria identità islamica in un ambiente ostile, l’assassino americano, in una casa senza ricordi e senza radici, succhiava il rancore cieco che lo bombardava da ogni schermo. Maturava la sua condanna senza appello. Afaf sente i passi dell’assassino, sempre più vicini, e non fugge, lo aspetta. Vuole guardarlo in faccia. Vuole capire perché.
Kaddish.com di Nathan Englander – Einaudi – 2020 € 18.50
Larry ha appena perso il padre, ebreo ortodosso di Brooklyn, ed è ospite, o meglio prigioniero, in casa della sorella, severa esponente della comunità religiosa di Memphis, Tennessee. Con lei sta celebrando i sette giorni di lutto stretto, la shivah. E dopo la shivah verrà il Kaddish del lutto, la preghiera per il defunto che il figlio maschio deve recitare ogni giorno per undici mesi alla presenza di un minian di almeno dieci maschi ebrei. Ma, una volta tornato a Brooklyn, lo scapestrato Larry manterrà il suo impegno? E ne sarà poi all’altezza? Una soluzione esiste ed è là dove tutti i saperi si fondono e diffondono: il World Wide Web. Sul sito kaddish.com, connubio di moderna tecnologia e antiche tradizioni pensato proprio per supplire alle mancanze di ebrei poco rigorosi come Larry, è possibile assoldare bravi e devoti studiosi della Torah che, in cambio di un compenso in denaro, si incaricano di salvare l’anima del defunto per conto terzi. Sembrerebbe la quadratura del cerchio, per il (non) credente postmoderno, ma sarà davvero così? Gli effetti della navigazione notturna di Larry nell’oceano di internet finiranno, a molti anni di distanza, per farlo approdare proprio in quella Gerusalemme ancestrale da cui lui aveva cercato in ogni modo di tenersi alla larga. E nel «folle guazzabuglio» dei vicoli di Nachlaot, dove «ci sono case signorili nascoste dietro cancelli sgangherati, e stamberghe là dove ci si aspetta di scorgere case signorili», nelle viuzze popolate da donne che incarnano la resilienza e l’abnegazione delle prime pioniere del sionismo, nelle scuole talmudiche frequentate da impavidi giovani dediti all’incessante studio della Torah e rabbini venerandi e imperscrutabili, Larry finirà per scoprire insospettate verità.

E poi, i bambini. I nostri figli al tempo del coronavirus di Massimo Ammaniti – Solferino – 2020 € 12.00

Un tempo i ragazzi si divertivano con mezzi di fortuna in un cortile o sul marciapiedi. Ma ai giovani di oggi è stato negato anche quello
Nei mesi della pandemia, a causa delle restrizioni imposte dal coronavirus, i bambini sono stati cancellati dai provvedimenti governativi. Senza libertà di uscire, i nostri figli sono stati costretti a rinunciare a ritmi e rituali quotidiani e ai rapporti scolastici che ne scandivano l’esistenza e su cui si fonda in parte la loro identità.
Hanno vissuto in spazi ristretti, senza poter esprimere la spontanea vitalità nei movimenti, schiavi di tv e tablet. E con un clima soffocante in cui si sono accumulate le tensioni dei genitori per il contagio, le loro apprensioni per le rinunce pesanti, le incertezze lavorative.
La situazione degli adolescenti è, se possibile, ancora più complessa: si sono trovati bloccati in famiglia, senza poter incontrare gli amici e il mondo esterno e dovendo limitare poi le modalità della vita sociale.
Come usciranno i «coronnial» dal periodo della pandemia con le nuove regole sociali che ancora impone e di fronte a una possibile ripresa dell’epidemia? Come possiamo aiutarli a superare un’esperienza che non ha precedenti per i ragazzi e per i loro genitori?

Scrivere è un dare forma al desiderio. Conversazione con Pierre Bras di Annie Ernaux – Castelvecchi – 2020 € 7.50

Una conversazione sulla sociologia e sugli scritti di Pierre Bourdieu diventa per Annie Ernaux l’occasione per riflettere sulla letteratura e sul legame fra la scrittura e la propria vicenda esistenziale. La sua opera, abitata da una dimensione che è insieme intima e condivisa, «parla a tutti noi di tutti noi» ma è al contempo l’esito di una particolare posizione che l’Autrice si è trovata ad assumere nella vita, quella di transfuga fra due mondi sociali: l’universo popolare e operaio delle sue radici familiari e il mondo culturalmente egemone, cui ha avuto accesso grazie allo studio e a cui partecipa con discreto riserbo. La letteratura cui Ernaux dà vita custodisce un tratto di apertura, di imprevedibilità: «Nulla è deciso in anticipo, il libro viene costruendosi secondo la memoria». L’oggetto della letteratura, infatti, è costantemente in fuga. Per questo scrivere è un dare forma al proprio desiderio, è il gusto di andare oltre, a tentoni, cercando di afferrare nella narrazione un reale ingovernabile. Scrivere, in fondo, significa sempre debordare, “delirare”, nel senso etimologico della parola, andare fuori pista.
«Pietro Pictore Arretino». Una parola complice per l’arte del Rinascimento. Ediz. illustrata di A. Bisceglia, M. Ceriana, P. Procaccioli – Marsilio – 2020 € 25.00
I relatori del convegno internazionale di studi di cui questo volume raccoglie gli atti (Venezia, Fondazione Giorgio Cini, 17-19 ottobre 2018) si sono interrogati sui dialoghi in materia d’arte che Pietro Aretino (Arezzo, 1492 – Venezia 1556) intrattenne nel tempo con i maestri riconosciuti (da Raffaello e Michelangelo a Sebastiano del Piombo e Giulio Romano, da Tiziano e Sansovino a Tintoretto) e che affiancavano gli altri dialoghi in corso con i protagonisti della vita religiosa e politica (i papi, i re, l’imperatore), con cardinali e ministri e grandi diplomatici (Benedetto Accolti, Granvelle, Hurtado de Mendoza, Cobos), con letterati di grido (a cominciare da Bembo), con i segretari e i personaggi di alto e basso rango che popolavano le principali corti d’Italia e d’Europa. Alimentando una vera e propria diplomazia degli invii condotta con successo dagli anni venti ai cinquanta del Cinquecento. Una pratica nella quale Aretino primeggiò e che il convegno ha problematizzato, recuperato nella sua estensione e illustrato nelle sue articolazioni. Tutto questo nella consapevolezza che penetrare la parola critica dello scrittore e ricostruire i suoi rapporti con artisti e committenti vuol dire sì fare luce su un versante della carriera di Aretino o enfatizzarne quel ruolo di promotore che gli era riconosciuto già da Vasari come un dato di fatto, ma insieme vuol dire anche approfondire le ragioni di un dialogo profondo con gli stessi artisti e sugli artisti che ebbe come risultato la sperimentazione di un lessico e di un’estetica se non nuovi di certo più aderenti al sentire di pittori e scultori.
Ma perché siamo ancora fascisti? Un conto rimasto aperto di Francesco Filippi – Bollati Boringhieri – 2020 € 12.00
Ma perché siamo ancora fascisti? di Francesco Filippi si interroga su cosa spinga ancora alcuni italiani a sposare quello stesso movimento e sentimento che due generazioni fa fece salire a capo della nazione Benito Mussolini e che portò, conseguentemente, all’emanazione delle leggi razziali. Filippi fa un’analisi accurata di ciò che condusse al ventennio fascista e cerca un paragone nell’oggi, alle scritte di svastiche sui muri, al razzismo dilagante perché un filo comune ci deve per forza essere. Perché molti italiani non sono convinti che il fascismo fu una rovina e alcuni persino ne sognano il ripristino? La guerra civile interna, una politica economica interna fallimentare e una campagna coloniale che portò solo alla morte di molti connazionali dovrebbe spingere a non replicare più quel modello. Ci ritroviamo invece nel 2020 con il cuore di diversi giovani che si rivolge a quello dei bisnonni o nonni fascisti e ne aspira il ritorno ideologico. La storia sembra non insegnare abbastanza per Francesco Filippi e il passato non ci ha reso immuni da certi fanatismi o da certe nostalgie. Ma perché siamo ancora fascisti? ce lo racconta con attonite domande e risposte.

Il fattore umano di Graham Greene – Sellerio Editore Palermo – 2020 € 15.00

Maurice Castle è da oltre trent’anni un funzionario dei servizi segreti inglesi, la quintessenza dell’abitudine, puntuale, pignolo, preciso. Trascorre una vita apparentemente normale, condivide l’ufficio con un eccentrico collega, Arthur Davis. Ma un giorno Castle torna a casa e si accorgerà da un dettaglio irrilevante che qualcuno ha frugato nel suo appartamento e sta indagando su di lui. Uno dei grandi classici di Graham Greene, forse il più celebrato tra le sue storie di spie e tradimenti.