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Il mio nome a memoria di Giorgio Van Straten – Brioschi – 2020 € 20.00

“Come un restauratore posso recuperare i colori che il passare dei secoli ha offuscato, che cattivi pittori hanno coperto. Ridare vita, respiro.” È il 1996 quando Giorgio van Straten comincia a portare alla luce le sfumature di un affresco familiare, la cui origine è da cercare tra i canali freddi di una città olandese, tra le pagine meno recenti della storia. Tutto inizia una mattina di dicembre del 1811, quando un editto francese impone a Hartog, ebreo di Rotterdam, di scegliere un cognome per la sua famiglia. Lui decide di ispirarsi alle sue origini: Straaten, come il piccolo paese fiammingo da cui vengono i suoi antenati, come “strade”, in olandese. Da quel momento un semplice nome anticiperà un futuro fatto di viaggi e di incontri, segnerà il destino delle generazioni a venire. Il nome dei van Straten attraverserà la terra e il mare, vivrà periodi di pace e di guerra, accompagnerà Benjamin, in cerca di fortuna, fino a San Francisco, Emanuel fino ad Amsterdam; seguirà i commerci di George da Odessa a Genova e quelli di Ivan da Stettino a Livorno. Nei secoli i membri di questa famiglia si disperderanno, ma il filo lungo e sottile che li tiene tutti uniti, ricostruito dal meticoloso restauro di Giorgio van Straten, farà emergere un’unica grande storia.

I superstiti del Télémaque di Georges Simenon – Adelphi – 2020 € 18.00

«Pierre è tutto forza, muscoli, salute. Charles è il cervello della famiglia!» diceva la gente. Tant’è che se Pierre aveva preso il brevetto di capitano era stato solo grazie all’aiuto di Charles. Dei gemelli Canut, tutti preferivano Pierre, «Pierre che viveva appieno la vita, Pierre che era bello, che era forte, Pierre che sorrideva sereno scrutando l’orizzonte e ispirava una fiducia immediata, un’immediata simpatia!». Mentre Charles, che era debole di petto e non poteva lavorare sui pescherecci come la maggior parte degli uomini di Fécamp, rimaneva nell’ombra del fratello. Per di più, era uno che «temeva di offendere le persone, di dar loro un dispiacere» – uno che non faceva altro che scusarsi. Eppure, il giorno in cui Pierre viene arrestato con l’accusa di aver ucciso l’ultimo dei superstiti del naufragio in cui il padre, trent’anni prima, aveva perso la vita in circostanze mai chiarite (si sospetta un caso di antropofagia), Charles decide di «sbarazzarsi di se stesso, di quel Canut timido e dimesso» che è sempre stato e di dimostrare a tutti di che cosa è capace: sarà lui a smascherare il vero assassino e a salvare il fratello! Ma nessuno come Simenon sa che non ci si sottrae al proprio daimon, e che gli dèi si divertono a vanificare i nostri sforzi più generosi. Due ragazzi segnati dalla morte atroce del padre, una madre impazzita dal dolore, un feroce omicidio: questi gli ingredienti di un romanzo di fenomenale potenza.