Presentazione del libro di Alessandro Marzo Magno: Con stile. Come l’Italia ha vestito (e svestito) il mondo

 

Siamo lieti di invitarvi alla presentazione del libro di Alessandro Marzo Magno: Con stile. Come l’Italia ha vestito (e svestito) il mondo, Garzanti.

Nell’ambito de “Il maggio dei libri” giovedì 26 maggio 2016, alle ore 17.00, alla Libreria Sansoviniana (Piazzetta San Marco 13/a, Venezia) accanto alla Biblioteca Nazionale Marciana

Saluto di Maurizio Messina, direttore della Biblioteca Nazionale Marciana. Doretta Davanzo.

unnamedL’Italia è oggi, in tutto il mondo, sinonimo di eccellenza, qualità, fascino. In una sola parola, di stile. Dagli abiti delle passerelle al prestigio del made in Italy, il nostro paese detta legge nella moda e nel bel vivere grazie alla capacità senza uguali di unire l’abilità secolare degli artigiani alle intuizioni di brillanti imprenditori. Ma quali sono le origini di questo straordinario successo? Dopo aver raccontato con brio le storie tutte italiane del libro, della finanza e della buona cucina, Alessandro Marzo Magno ci mostra, in un viaggio nel tempo che dall’antichità arriva fino ai nostri giorni, in che modo e perché nei secoli è cambiata l’idea di eleganza, e perché l’Italia è sempre stata al centro di questi cambiamenti. Ci racconta di come gli uomini nel Cinquecento si imbottissero le calzemaglie sui polpacci e sulle natiche per sembrare più muscolosi, o come le donne nel Seicento, in attesa dell’era del silicone, indossassero seni artificiali di cartapesta. Ci rivela in che modo si sia passati dagli abiti variopinti del rinascimento a quelli noiosamente monocromi della nostra epoca, e di quando il buon gusto imponeva scarpe altissime, fino a mezzo metro, o strettissime, un paio di misure in meno, e apparire alla moda provocava sofferenze e svenimenti. Si parla dei singolari tatuaggi religiosi che dal santuario di Loreto si affermano nel resto d’Europa, di quando a Venezia l’unguento è diventato profumo, e di come grazie ai Medici si sia diffuso nelle corti di Firenze prima e di Parigi poi. Davanti ai nostri occhi scorrono così, come in una sfilata ideale, le infinite fogge di cappelli, guanti, calze, parrucche e accessori che, partendo dalle nostre città e dalla nostra geniale fantasia, hanno contribuito, con stile, a rendere più bello il mondo.

Alessandro Marzo Magno è nato e cresciuto a Venezia, ha vissuto a Trieste ed è approdato a Milano dopo una puntatina a Vienna. È stato per dieci anni il responsabile degli esteri del settimanale “Diario” e ha rispolverato un’antica e inutile laurea in storia grazie alla quale si dedica con un minimo di competenza alla divulgazione storica. Ha pubblicato qualche libro. Tra gli altri: nel 2010 Piave. Cronache di un fiume sacro(il Saggiatore); nel 2011: Atene 1687. Venezia, i turchi e la distruzione del Partenone, sempre il Saggiatore. Per Garzanti, nel 2012, è uscito L’alba dei libri. Quando Venezia ha fatto leggere il mondo, nel 2013 L’invenzione dei soldi. Quando la finanza parlava italiano, e nel 2014 (con riedizione ampliata nel 2015) Il genio del gusto.Come il mangiare italiano ha conquistato il mondo.

Oggi eravamo all’Ateneo Veneto

Sala gremita oggi all’Ateneo Veneto per la presentazione del libro di Donatella Calabi, Venezia e il Ghetto. Cinquecento anni del «recinto degli ebrei», pubblicato da Bollati Boringhieri.

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Vetrine in fiore

 

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Anche quest’anno con l’arrivo della primavera in libreria spuntano nuovi fiori…20160321_180651

Martedì 29 marzo 2016, Ateneo Veneto ore 17.00, presentazione del libro VENEZIA E IL GHETTO

Martedì 29 marzo 2016 presso l’Aula Magna dell’Ateneo Veneto alle ore 17.00, nel giorno dell’anniversario della creazione del primo Ghetto della storia, sarà presentato il libro Venezia e il Ghetto. Cinquecento anni del «recinto degli ebrei», di Donatella Calabi, Bollati Boringhieri.

2016, € 15,00, pp. 192

Cinquecento anni fa, il 29 marzo 1516, il Senato della Serenissima Repubblica di Venezia deliberò che gli ebrei di diverse contrade cittadine si trasferissero «uniti» (cioè tutti) nella corte di case site in Ghetto, presso San Girolamo. Nasceva così il primo «recinto degli ebrei». Si trattava in origine del «geto de rame», il luogo in cui venivano riversati («gettati») gli scarti della lavorazione delle fonderie presenti nella zona. Nel corso dei secoli, e su tutti i continenti, questa parola veneziana sarebbe presto diventata sinonimo di segregazione. Nato come misura di confinamento, il Ghetto diviene in breve un luogo effervescente e cosmopolita, che accoglie gli ebrei provenienti dai luoghi più; diversi, oltre a rappresentare uno dei centri di commercio fondamentali della Repubblica veneziana. La struttura architettonica delle sue case, inusuale per Venezia; con i suoi caseggiati stranamente sviluppati in altezza per far posto al numero crescente di abitanti confinati nel luogo; si intreccia alla vicenda storica del luogo, decisamente centrale per l’Italia e per l’Europa. Qui sorgono i banchi di pegno dai quali passerà buona parte del prestito di denaro della potenza lagunare, ma nel Ghetto non mancano le professioni liberali e la cultura, che fanno di Venezia una delle capitali indiscusse del mondo ebraico e non solo.