India Knight Nel fiore degli anni Astoria edizioni

knight-nelfiore-piattaUn libro spumeggiante per donne spiritose, umane e sagge che amano scambiare consigli, punti di vista e riflessioni più o meno filosofiche sulla vita che scorre  e che affrontano tutto questo come una meravigliosa sfida.

Acuto, divertente e anticonformista, come piace a noi, il primo libro di “varia” Astoria affronta la vita vera, quella delle donne, il passare del tempo che lascia sempre il segno, per fortuna anche nel bene, e come far fronte a questi cambiamenti con consigli pratici e indimenticabili.

Vi presentiamo la novità di casa Loqi: gli zainetti!!!

IMG_1537UTILI, DIVERTENTI E SOPRATTUTTO

ECO-FRIENDLYIMG_1536ED ECCO LE NUOVE BORSE COLORATE COME LA PRIMAVERA

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Vetrine in fiore

 

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Anche quest’anno con l’arrivo della primavera in libreria spuntano nuovi fiori…20160321_180651

100 anni dall’uscita Antologia di Spoon River di E.L.Masters

mastersGeorge Grey

Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia,
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio.
È una barca che anela al mare eppure lo teme.

Scrittore ospite di Incroci di Civiltà 2016

taiboPaco Ignatio Taibo II

“Il romanzo, come la realtà reale, come le storie che conosciamo tutti e che ci capitano sempre, è pieno di parentesi, buchi, ellissi che ballano saltellando da una parte e dall’altra senza desiderare concretizzarsi, senza voglia di spiegarsi.
Credo di essere ben lontano dall’illusione che quando la vita diventa profondamente incoerente arrivi il romanzo a metterci una pezza.
D’altra parte non dobbiamo lamentarci troppo. Il romanzo è certamente il guercio in questo luminoso deserto messicano in cui abbondano i ciechi”.

 

Scrittore ospite di Incroci di Civiltà 2016

Ana Blandiana, considerata la maggiore poetessa romena contemporanea, ha affrontato con coraggio censure e ostracismi politici fin dal suo esordio. E ha saputo coltivare un proprio territorio lirico di salvezza dalle intrusioni esterne ridando vitalità e senso ad una poesia soffocata da un drammatico contesto socioculturale. Una scrittura preservata nella purezza stilistica dall’eccesso di forma, una poesia che, come lei ha dichiarato, “In un mondo che scrive e parla così tanto, ha lo scopo di ripristinare il silenzio, la capacità di tacere. Tutto ciò che ho cercato è l’ombra delle parole. E non hanno più ombra, le parole che hanno venduto la loro anima”.

Un tempo gli alberi avevano occhi

Un tempo gli alberi avevano occhi,
posso giurarlo,
so di certo
che vedevo quando ero albero,
ricordo che mi stupivano
le strane ali degli uccelli
che mi sfrecciavano davanti,
ma se gli uccelli sospettassero
i miei occhi,
questo non lo ricordo più.
Invano ora cerco gli occhi degli alberi.
Forse non li vedo
Perché albero non sono più,
o forse sono scivolati lungo le radici nella terra,
o forse,
chissà,
solo a me m’era parso
e gli alberi sono ciechi da sempre
Ma allora perché
Quando mi avvicino
Sento che
Mi seguono con gli sguardi,
in un modo che conosco,
perché, quando stormiscono e occhieggiano
con le loro mille palpebre,
ho voglia di gridare
Cosa avete visto?…

(Traduzione a cura di:  Biancamaria Frabotta e Bruno Mazzoni)

Scrittore ospite di Incroci di Civiltà 2016

hemonAleksandar Hemon

Si può riassumere in un romanzo tutta la violenza del Ventesimo secolo? Ci ha provato, con Il progetto Lazarus (Einaudi), Aleksandar Hemon, nato a Sarajevo, approdato durante la guerra di Bosnia negli Stati Uniti.
Quel libro parlava di un anarchico ebreo sopravvissuto al pogrom di Kishinev del 1903, arrivato in America e ucciso dalla polizia a Chicago. La sua morte è un punto di partenza per un’indagine che porta un giovane, l’alter ego dell’autore, in un viaggio picaresco in Ucraina e nei Balcani alla ricerca di se stesso, e anche del Male intrinseco nella Storia.
Questa ricerca, allargata alla domanda sulle molteplici identità di ciascuno essere umano, lo scrittore l’ha declinata poi in Il libro delle mie vite (2013).E’ uscita  in Italia un’altra sua opera, Amore e ostacoli , (Einaudi, traduzione di Maurizia Balmelli, pagg. 192, euro 18): una specie di educazione sentimentale a cavallo tra due mondi. “Mi interessava raccontare un americano “in prova”, o se vogliamo il rapporto necessario e immenso che il narratore ha con l’America”, dice l’autore, considerato ormai uno dei più bravi scrittori contemporanei di lingua inglese.

venerdì 1 aprile — ore 21.00 — teatrino di palazzo grassi

Martedì 29 marzo 2016, Ateneo Veneto ore 17.00, presentazione del libro VENEZIA E IL GHETTO

Martedì 29 marzo 2016 presso l’Aula Magna dell’Ateneo Veneto alle ore 17.00, nel giorno dell’anniversario della creazione del primo Ghetto della storia, sarà presentato il libro Venezia e il Ghetto. Cinquecento anni del «recinto degli ebrei», di Donatella Calabi, Bollati Boringhieri.

2016, € 15,00, pp. 192

Cinquecento anni fa, il 29 marzo 1516, il Senato della Serenissima Repubblica di Venezia deliberò che gli ebrei di diverse contrade cittadine si trasferissero «uniti» (cioè tutti) nella corte di case site in Ghetto, presso San Girolamo. Nasceva così il primo «recinto degli ebrei». Si trattava in origine del «geto de rame», il luogo in cui venivano riversati («gettati») gli scarti della lavorazione delle fonderie presenti nella zona. Nel corso dei secoli, e su tutti i continenti, questa parola veneziana sarebbe presto diventata sinonimo di segregazione. Nato come misura di confinamento, il Ghetto diviene in breve un luogo effervescente e cosmopolita, che accoglie gli ebrei provenienti dai luoghi più; diversi, oltre a rappresentare uno dei centri di commercio fondamentali della Repubblica veneziana. La struttura architettonica delle sue case, inusuale per Venezia; con i suoi caseggiati stranamente sviluppati in altezza per far posto al numero crescente di abitanti confinati nel luogo; si intreccia alla vicenda storica del luogo, decisamente centrale per l’Italia e per l’Europa. Qui sorgono i banchi di pegno dai quali passerà buona parte del prestito di denaro della potenza lagunare, ma nel Ghetto non mancano le professioni liberali e la cultura, che fanno di Venezia una delle capitali indiscusse del mondo ebraico e non solo.

SCRITTORE OSPITE DI INCROCI DI CIVILTA’ 2016 Antanas A. Jonynas

incroci

Antanas A. Jonynas, nato in Lituania nel 1953, è poeta, saggista e traduttore. Attualmente presiede l’Associazione lituana degli scrittori ed è fra gli organizzatori dell’Autunno poetico di Druskininkai. Ha tradotto poesia da varie letterature straniere: la prima parte del Faust di Goethe (1999), Rilke, Schwitters, Bobrowski; gli austriaci: P. Haks, V. Kirsten; i lettoni: M. Melgalvs, I. Zandere, Ch. Bernlavs.

SCRITTORE OSPITE DI INCROCI DI CIVILTA’ 2016 Garth Risk Hallberg

Città in fiamme di Garth Risk Hallberg – Mondadori € 25,00

galbraithNew York, 1977. Il Bronx è in fiamme e Central Park è il terreno di caccia di rapinatori ed eroinomani, il punk sta nascendo e gli artisti ancora affittano le soffitte a Manhattan. La notte di Capodanno corre sul filo del rasoio. È quasi mezzanotte quando si alza una tempesta di neve e, nel frastuono dei fuochi d’artificio, uno scoppio attraversa Central Park. Uno sparo. Forse due. Il momento esatto in cui scocca la mezzanotte. Gli eventi intrecciano i destini di un insolito gruppo di newyorkesi: Regan e William Hamilton-Sweeney, i riluttanti eredi di una delle più straordinarie fortune di New York; Keith e Mercer, gli uomini che, nel bene e nel male, li amano; Charlie e Samantha, due ragazzini di Long Island attratti a Manhattan dall’incandescente scena punk. Il momento esatto in cui la pasticca fa effetto. I nuovi arrivati incantati dalla città e quelli che della città sono così stanchi che la darebbero alle fiamme: tutto parte dell’ossessione di un reporter e di un detective che cercano di capire cosa c’entra ciascuno di loro con lo sparo in Central Park. Il momento esatto in cui va via la luce. Che lo sappiano o meno, sono tutti legati dalla stessa storia una storia su quanto le persone più vicine a noi sono a volte le più difficili da conoscere, una storia dove amore e arte, crimine e tradimento. Storia e rivoluzione sono racchiusi in un unico ordigno, pronto a esplodere. New York, 13 luglio 1977. Il momento esatto in cui esplode.